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SARAH SCAZZI/ Bernardini: Da un mese in tv un gioco al massacro, ma la colpa non è di Chi l'ha visto

Un dramma nel dramma. Concetta Serrano, madre di Sarah Scazzi, ieri è venuta a sapere della morte della figlia in diretta tv su «Chi l’ha visto?»

sarahscazzi_R400.jpg (Foto)

Un dramma nel dramma. Concetta Serrano, madre di Sarah Scazzi, ieri è venuta a sapere della morte della figlia in diretta tv su «Chi l’ha visto?». Proprio mentre la donna si trovava nella casa dell’assassino, lo zio Michele Misseri. Ma come rivela Massimo Bernardini, conduttore della trasmissione Tv Talk, Federica Sciarelli è stata costretta a continuare con la trasmissione contro la sua volontà.


«Quella di ieri è stata una concatenazione di circostanze che non lasciava alternative. Al di là di come ci si è arrivati, a quel punto la Sciarelli poteva solo continuare la trasmissione o spegnere tutto e andarsene a casa. Il direttore di Raitre, Paolo Ruffini, aveva chiesto infatti al Tg3 di andare in onda, ma la redazione non era però pronta per farlo. Mandare in onda Serena Dandini, con una trasmissione di satira, sarebbe stato ancora peggio. La Sciarelli ha provato a chiamare carabinieri e pm, perché fossero loro a comunicare il ritrovamento del corpo di Sarah, ma non hanno risposto». Cui si aggiunge un piccolo retroscena, che però ha influito molto sulla trasmissione di ieri sera: «Il cellulare di Concetta Serrano non prendeva bene e le comunicazioni erano molto più difficoltose anche per questo motivo».

 

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COMMENTI
09/10/2010 - sarah (laura cioni)

Vorrei aggiungere che anche nella trasmissione "La vita in diretta" del 7 ottobre si è visto dove può giungere il cinismo di alcuni addetti ai lavori, quando di fronte al fratello di Sarah una giornalista ha qualificato la famiglia Scazzi come "arcaica e medievale", chiedendone conferma allo stesso ragazzo. Quanto alla comprensibile sorpresa che molti, come me, hanno avuto di vedere la presenza del giovane in un momento così drammatico, essa è stata bollata dalla stessa signora come una pruderie da benpensanti. In quali mani e in quale cuore è l'informazione...

 
08/10/2010 - sacralità della persona e libertà personale (Daniela Blandino)

A riguardo della comunicazione della morte di Sarah in diretta Tv, vorrei dire 3 cose: 1-Dopo la violenza fatta a Saraha ne è stata inflitta una anche a sua madre, perché son certa che potendo scegliere mai avrebbe voluto essere ripresa in TV in quel momento personalissimo. È stato fatto questo perché un occhio crudele ha individuato forse fin dall'inizio nella mamma di Sarah una persona semplice a cui si poteva fare questa violenza. 2-Sulla costrizione subita dalla conduttrice del programma a proseguirlo bisogna domandarsi se siamo liberi o no. Forse a volte bisognerebbe avere il coraggio di decisioni probabilmente eroiche per difendere la libertà e la dignità dell'altro e di sè. 3-Detto questo capisco la conduttrice posta davanti a una scelta così difficile, perché quando davanti alla televisione durante il telegiornale mi sono resa conto di ciò che stava per succedere ho avuto per un momento l'idea di spegnere la Tv, ma poi ci sono rimassta davanti per vedere fin dove si era capaci di arrivare. Mi rendo conto che giornalisti e pubblico devono imparare a usare la propria libertà e mi chiedo se le persone che hanno in mano uno strumento così potente per educare (in bene e in male) si pongano questo problema. Il diritto d cronaca non è un dogma e c'è modo e modo. Quanto allo share mi pare un po' ideologico andare a misurarlo anche se a fin di bene. Ci fosse anche un solo spettatore, la questione non cambia. Grazie in ogni caso per il dibattito possibile e per il notiziario.