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SARAH SCAZZI/ Bernardini: Da un mese in tv un gioco al massacro, ma la colpa non è di Chi l'ha visto

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Come sottolinea il conduttore tv, «questa povera signora, la madre di Sarah Scazzi, era in tv da 40 giorni, chiunque di noi ormai conosce quel viso incorniciato dai capelli rossi. In un ambiguo gioco al massacro, Concetta Serrano continuava a cercare in tv quelle risposte che non trovava nella realtà. E non appena la tv trova un agnello disponibile a sacrificarsi sul piccolo schermo, lo fa subito suo. Ma né la Sciarelli né Raitre si sono comportati male». Come sottolinea infatti Bernardini, «quella di ieri non è stata una serata di cui la tv si deve vergognare. Certo è stato il frutto dell’ipertelevisizzazione della nostra società, con la conduttrice costretta ad affrontare una materia incandescente».


Secondo il conduttore, «in situazioni come questa emerge ancora di più quanto la vita delle persone sia un mistero. Di fronte a una madre con quel dramma tutte le parole si sfarinano, e la Sciarelli è stata brava a non invadere quello spazio. Anche lo share, che ha guadagnato 4/5 punti, passando dal 9/10% al 13/14%, avrebbe potuto essere più alto se si fosse deciso di scaldare il clima della trasmissione in modo artato». Proprio alla puntata di «Chi l’ha visto?» di ieri sarà dedicato «Tv Talk» di sabato pomeriggio. Come ospiti ci saranno Milly Carlucci e Beppe Fiorello, mentre non è ancora confermata la presenza di Federica Sciarelli. «Sarà un approfondimento su come si è mossa la Sciarelli, registreremo le reazioni dei telespettatori e dell’opinione pubblica e che cosa ci dice questo snodo della comunicazione sulla società di oggi».
 

(Pietro Vernizzi)
 



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COMMENTI
09/10/2010 - sarah (laura cioni)

Vorrei aggiungere che anche nella trasmissione "La vita in diretta" del 7 ottobre si è visto dove può giungere il cinismo di alcuni addetti ai lavori, quando di fronte al fratello di Sarah una giornalista ha qualificato la famiglia Scazzi come "arcaica e medievale", chiedendone conferma allo stesso ragazzo. Quanto alla comprensibile sorpresa che molti, come me, hanno avuto di vedere la presenza del giovane in un momento così drammatico, essa è stata bollata dalla stessa signora come una pruderie da benpensanti. In quali mani e in quale cuore è l'informazione...

 
08/10/2010 - sacralità della persona e libertà personale (Daniela Blandino)

A riguardo della comunicazione della morte di Sarah in diretta Tv, vorrei dire 3 cose: 1-Dopo la violenza fatta a Saraha ne è stata inflitta una anche a sua madre, perché son certa che potendo scegliere mai avrebbe voluto essere ripresa in TV in quel momento personalissimo. È stato fatto questo perché un occhio crudele ha individuato forse fin dall'inizio nella mamma di Sarah una persona semplice a cui si poteva fare questa violenza. 2-Sulla costrizione subita dalla conduttrice del programma a proseguirlo bisogna domandarsi se siamo liberi o no. Forse a volte bisognerebbe avere il coraggio di decisioni probabilmente eroiche per difendere la libertà e la dignità dell'altro e di sè. 3-Detto questo capisco la conduttrice posta davanti a una scelta così difficile, perché quando davanti alla televisione durante il telegiornale mi sono resa conto di ciò che stava per succedere ho avuto per un momento l'idea di spegnere la Tv, ma poi ci sono rimassta davanti per vedere fin dove si era capaci di arrivare. Mi rendo conto che giornalisti e pubblico devono imparare a usare la propria libertà e mi chiedo se le persone che hanno in mano uno strumento così potente per educare (in bene e in male) si pongano questo problema. Il diritto d cronaca non è un dogma e c'è modo e modo. Quanto allo share mi pare un po' ideologico andare a misurarlo anche se a fin di bene. Ci fosse anche un solo spettatore, la questione non cambia. Grazie in ogni caso per il dibattito possibile e per il notiziario.