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Cronaca

SARAH SCAZZI/ Risè (psicologo): Misseri non è pazzo, ma può ancora redimersi come ogni uomo

Michele Misseri, lo zio assassino di Sarah Scazzi, non è uno psicopatico ma una persona «normale» che può riprendere la lotta contro il male che ha colpevolmente commesso. Lo psicologo CLAUDIO RISE' a IlSussidiario.net

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Michele Misseri, lo zio assassino di Sarah Scazzi, non è uno psicopatico ma una persona «normale». E il suo delitto si può spiegare soltanto con il mistero del male. A sostenerlo è Claudio Risé, psicoanalista e professore dell’Università Bicocca, secondo cui è probabile che il raptus di Misseri sia esploso all’improvviso, senza nessun segnale di comportamenti anomali comparsi in precedenza.

Professor Risé, dalla vicenda di Sarah Scazzi emerge un mare di male che si annida in una famiglia apparentemente normale. Qual è l’origine di questo male?

Il male come dice San Paolo nasce nel cuore dell’uomo. E la sua causa non è sociologica o psicologica, ma viene dalla natura umana ed è costitutiva dell’identità di ogni persona. Una natura che, sollecitando ciascuno a lottare contro lo stesso male, crea in ciascuno la libertà.

Ma per lei Michele Misseri è più un uomo malvagio o uno psicopatico?

E’ un uomo che è caduto in preda al male. Dalle notizie di cronaca non emerge con evidenza nessuna patologia mentale in Misseri. Certo il male si avvale dei nostri aspetti deboli dal punto di vista psicologico, cognitivo e morale. Ma tutto ciò non è necessariamente patologico.

Neppure il particolare della violenza dopo la morte?


COMMENTI
10/10/2010 - “Però esistono anche Raptus da cullare nel cuore!” (Silvano Rucci)

Luisella Martin sono dello stesso tuo parere e della perfetta teoria dello psicoanalista Risé! “Però esistono anche Raptus da cullare nel cuore!” Sappiamo tutti che il male esiste, come anche il bene esiste. Sulla terra c'è precarietà ma quando accadono gesti coraggiosi come quello attuale dei Cileni oppure dei soccorsi ai terremotati od agli alluvionati ecc. ecc. le persone comprendono di non essere abbandonate. La gente rafforza la propria solidarietà che affratella e certamente lotta fra il bene ed il male con tanta maggiore energia vitale. Questi sono "DEI BUONI RAPTUS" da cullare nel cuore!

 
09/10/2010 - la libertà e il male (luisella martin)

Che sollievo leggere l'intervista allo psicologo Risè! Credo che il pericolo,nel gridare al mostro,sia quello di non riuscire ad individuare le cause che portano uomini apparentementi normali a compiere gesti orrendi...quello di continuare a pensare che l'errore,il male,é negli altri e mai in noi...quello di credere che la cultura possa essere uno scudo impenetrabile al male! Se l'uomo non fosse libero di fare il male, allora non sarebbe libero nemmeno di compiere il bene e allora il progresso scientifico e sociale come sarebbe potuto avvenire...forse per caso?