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HALLOWEEN/ Camilleri: ben vangano gli “scandali” se servono a farci riscoprire la nostra fede

Pubblicazione:lunedì 1 novembre 2010

halloween-zuccaR400.jpg (Foto)

Era legata all’antica festa del dio Samain, che rappresentava il capodanno celtico. Il dio sovrintendeva la seconda metà dell’anno e in quella notte di passaggio dalla stagione calda a quella fredda i celti festeggiavano, convinti che i morti si mescolassero con loro. Halloween l’hanno portata in America gli immigrati sassoni e irlandesi dove è diventata, più che altro, una festa per i bambini.

 

Cosa ne pensa delle iniziative assunte delle chiese locali per contrastare Halloween?

 

Hanno fatto benissimo. Certi stimoli servono per riscoprire la nostra tradizione, la nostra religione e il principio della nostra fede. Non la vedrei, tuttavia, come contrapposizione. I cattolici, semplicemente, fanno bene a riproporre la loro vera tradizione.

 

Crede che anche in Italia potrà accadere come, di recente, in Inghilterra, dove in occasione della ricorrenza è stato indetto un giorno di vacanza?


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COMMENTI
07/11/2010 - In sé non ci vedo niente di male (Antonio Servadio)

Appunto, a prendere le cose una per una isolatamente non se ne vede affatto la portata. Ma se consideriamo l'effetto sinergico di tutte queste cose, halloween incluso, comprendiamo che lo svuotamento della fede Cristiana non accade per caso. Consideriamo halloween, assieme al dilagare merceologico di "fenomeni" come Harry Potter e le varie ninfette dai molteplici nomi che vengono prodotte a getto continuo dalle case editrici, sotto forma di cartoni animati, bambole, libri, film e merchandising annesso e connesso. Ne viene fuori un mare di "significati" e "modelli" che portano fanciulli e ragazzini alla fascinazione per la magia, l'occultismo e lo spiritismo, in definitiva: l'irrazionale. Quanto alle famiglie, non basta la buona volontà per tenere alla larga queste porcherie. Perché la diffusione di queste cose, la loro "normalità" comporta di prendere e tenere posizioni piuttosto rigide, che non potranno comunque mai escludere e completamente neutralizzare quell'influsso che dall'ambiente esterno alla famiglia continuamente filtra. Servono prese di posizione a livello sovra-familiare. Non basta l'acquiescenza.