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HALLOWEEN/ Camilleri: ben vangano gli “scandali” se servono a farci riscoprire la nostra fede

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Non credo che accadrà anche in Italia, perché da noi Halloween è considerata roba da bambini o ragazzi che vanno in discoteca. In Inghilterra, essendoci un’establishment di tipo protestante, è più normale. Lì, addirittura, hanno il culto dei druidi e la polizia ha dovuto dare il permesso per concedere un giorno di festa. Credo che siano, tuttavia, episodi contingenti.

 

Non trova che, in Italia, possa minare il nostro già precario senso delle tradizioni?

 


E’ una festa in più per i bambini, tanto per farli divertire. In sé no ci vedo niente di male. Sarà compito della religiosità di ciascuna famiglia spiegargli di cosa si tratta. Finché rimane una cosa folkloristica, non mi sembra une problema, anche perché non penso che qualcuno creda nell’horror della festa. E’ chiaro, in ogni caso, che la nostra fede vada rievangelizzata. In questo quadro, come dice il Vangelo, ben venano gli scandali. Che, paradossalmente, servono a rispolverare certe tradizioni che, anche prima di Halloween, stavano andando perdute.



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COMMENTI
07/11/2010 - In sé non ci vedo niente di male (Antonio Servadio)

Appunto, a prendere le cose una per una isolatamente non se ne vede affatto la portata. Ma se consideriamo l'effetto sinergico di tutte queste cose, halloween incluso, comprendiamo che lo svuotamento della fede Cristiana non accade per caso. Consideriamo halloween, assieme al dilagare merceologico di "fenomeni" come Harry Potter e le varie ninfette dai molteplici nomi che vengono prodotte a getto continuo dalle case editrici, sotto forma di cartoni animati, bambole, libri, film e merchandising annesso e connesso. Ne viene fuori un mare di "significati" e "modelli" che portano fanciulli e ragazzini alla fascinazione per la magia, l'occultismo e lo spiritismo, in definitiva: l'irrazionale. Quanto alle famiglie, non basta la buona volontà per tenere alla larga queste porcherie. Perché la diffusione di queste cose, la loro "normalità" comporta di prendere e tenere posizioni piuttosto rigide, che non potranno comunque mai escludere e completamente neutralizzare quell'influsso che dall'ambiente esterno alla famiglia continuamente filtra. Servono prese di posizione a livello sovra-familiare. Non basta l'acquiescenza.