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LETTERA/ Cari veneti, c’è un’altra alluvione ben più grave che colpisce la nostra terra

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L’amico e compagno di notizie Credit ricorda bene di quale diverso spessore fosse l’informazione, ai tempi del Gazzettino di Giorgio Lago, quello sì interprete della voce genuina del Nordest: un direttore non a caso veneto, ma che si era professionalmente formato fuori dal Veneto, a Milano. E chi scrive ha avuto il suo battesimo professionale, qualche decennio fa, con l’alluvione del 1966: quando il giornalismo era meno panna montata e più caffeina. Rileggersi Montanelli su Venezia per credere.

 

Un’ultima annotazione: ha ragione Credit a suggerire di guardare sotto il pelo dell’acqua, per capire cosa si sta politicamente muovendo nell’inquieto Nordest, preludio a un’evoluzione (involuzione?) di carattere più ampio. Ma difficilmente assimilabile a una Lega formato Csu bavarese. Perché la Baviera è stata per un millennio un regno con una propria specifica identità, mentre la Padania è un patchwork artificiale prodotto dall’insipienza della vecchia politica italiana. E perché la Csu è una realtà saldamente federata con la Cdu tedesca, mentre la Lega è un sindacato del territorio che si nutre di un’identità autonoma, in contrapposizione al resto del sistema: modello che sta determinando nel Mezzogiorno un analogo percorso. Lo specchio, a ben vedere, della macroscopica incapacità dei partiti attuali di esprimere una sintesi nazionale. Preludio, a 150 anni dall’unità d’Italia, non di una festa ma di un funerale.

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