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IL FATTO/ Il Papa e quella riforma del cuore, motore nascosto del cambiamento

Pubblicazione:giovedì 11 novembre 2010

Benedetto XVI (Ansa) Benedetto XVI (Ansa)

 

E la prova evidente di questo sta nel caso contrario, quando cioè scopriamo che la perdita o lo smarrimento di una ragione adeguata e corrispondente al nostro cuore, in base alla quale rischiare nella vita, è la radice ultima - e questa sì davvero insuperabile - del nostro disimpegno, del distacco scettico e del risentimento inguaribile che ci fa pretendere dagli altri, o ci porta a richiedere allo Stato, ciò che non siamo disposti a rischiare noi stessi.

 

“La strada della conversione dei cuori e della vita” è “il centro pulsante di ogni vera riforma”, ha detto il cardinale Bagnasco riprendendo il messaggio inviato dal Papa per i lavori dell’Assemblea della Cei. Solo facendo “esperienza del bene” e cioè considerando come misura dell’azione non il mero calcolo tra azioni e reazioni, ma il desiderio del nostro cuore per il vero e il bello, può rinascere il senso di un bene comune, di una utilità non riducibile al nostro profitto, di un interesse che sia più grande dei giochi del potere.

 

Ma ciò che è più interessante in questo richiamo è il fatto che lungi dal farci evadere dalla grande battaglia che ciascuno è chiamato a combattere, dall’esperienza più quotidiana della vita familiare al problema del lavoro, dalle condizioni economiche precarie alla difesa dei propri diritti, esso ci permette invece di affrontarla con un’iniziativa personale e irriducibile. Rimette in campo nella grande macchina del mondo, che sembrerebbe farsi gioco di noi, il fattore apparentemente più fragile, ma in realtà più potente e decisivo, cioè la nostra libertà.

 


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