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Cronaca

GIAPPONE/ Si suicida in diretta streaming, e gli utenti lo incitano: «Fai in fretta»

computer_giapponese_R400.jpg(Foto)

 

Quando il tentativo è fallito, i filmati mostrano l’uomo ripetere il suo gesto fino alle 5,30. Le persone che assistevano on-line discutevano chiedendosi se il filmato fosse autentico, fino a quando Ustream ha interrotto il collegamento e la polizia è stata informata. Nel 2009 sono stati ben 32.845 i giapponesi che si sono suicidati e le cifre probabilmente rimarranno sopra quota 30mila anche nel 2010, per il 13esimo anno consecutivo.

 

Secondo la polizia giapponese il numero dei suicidi continua infatti a salire. E le persone che si uccidono in seguito a patti stretti on-line, benché esigue rispetto al totale, stanno crescendo in modo significativo. La maggioranza di questi patti suicidi collegati a Internet si sono verificati in Giappone, ma simili episodi si sono registrati anche in Gran Bretagna, Stati Uniti e in tutta l’Europa.

 

In Giappone però il problema è così grave, che le autorità del Paese asiatico hanno pensato di arruolare alcuni parrucchieri con il compito di aiutare a contrastare l’impennata nel numero di suicidi. I funzionari di Toyama, una città 186 miglia a nordovest da Tokyo, ha lanciato il primo progetto nazionale in cui i parrucchieri sono utilizzati come mediatori tra i clienti con aspirazioni suicide e i consulenti professionali.