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Cronaca

STRAGE DI BRESCIA/ Pecorella: un processo senza prove che non si doveva iniziare

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Talvolta si portano avanti dei processi politici, il cui obiettivo è dare una risposta politica all’opinione pubblica che cerca un colpevole. Ed è difficile che questi processi approdino a una qualche verità.

 

 

Gli investigatori si trovavano quindi in una situazione difficile…

 

Sì, ma i pubblici ministeri avrebbero dovuto avere il coraggio di non portare questo processo fino al dibattimento, anche a costo di resistere alle pressioni dell’opinione pubblica. Se i giudici hanno avuto il coraggio di assolvere, anche i pm potevano dimostrarsi ugualmente coraggiosi. Evitando così di creare delle inutili aspettative.

 

 

Ma lei in seguito è stato anche avvocato di parte civile…

 

Sì, rappresentavo alcuni sindacalisti, e alla fine ritenni che come accusatore non potevo presentare nessuna conclusione, soprattutto nei confronti di Andrea Arcai, proprio perché mi resi conto che anche il nuovo processo sulla strage di Brescia era stato costruito senza prove. Eppure anche quello è stato un processo lunghissimo, con interrogatori notturni che non finivano mai. E anche in quel caso si è chiuso con un nulla di fatto.

 

 

Difficile però accettare che i colpevoli rimangano impuniti…

 

Anche piazza Fontana è finito allo stesso modo, per non parlare della strage di Bologna, dove a distanza di anni alcuni dei condannati si sono professati innocenti. Processi così complessi non si possono risolvere attraverso un collaboratore impreciso o delle semplici ipotesi investigative. E a distanza di 36 anni, pretendere di trovare le prove o ascoltare un testimone è ormai praticamente impossibile.

 

 

Dunque lei non si è fatto un’idea personale sulla strage di Brescia?


COMMENTI
17/11/2010 - processo e procedimento penale (Antonio Servadio)

Triste situazione, non solo per le persone e le famiglie coinvolte. Ancor più triste per la storia politica e sociale del paese. Appare come un'esperienza fallimentare. Suggerisco di distinguere la mancanza di una conclusione positiva (azione penale) al termine del procedimento penale (aspetto tecnico della vicenda giudiziaria) dal "processo" che si è comunque svolto nel corso del procedimento, dentro e attorno ad esso. Un processo, inteso come "complesso di trasformazioni o di trasferimenti", è comunque avvenuto. Non è giusto trascurarne il rilievo. Senza il procedimento non ci sarebbe stato neppure il processo, qualcosa che ha tenuto desta la memoria e ha permesso di maturare la consapevolezza sulle dinamiche (perverse). Se i responsabili diretti non sono stati individuati, ebbene questa stessa conclusione ci insegna pur qualcosa.