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STRAGE DI BRESCIA/ Pecorella: un processo senza prove che non si doveva iniziare

Pubblicazione:mercoledì 17 novembre 2010

strage_loggia_ambulanza_R400.jpg (Foto)

 

Io non mi faccio delle idee. O ho le prove, oppure preferisco tacere.

 

 

Come valuta invece quel periodo da un punto di vista storico?

 

Con una situazione di continui attentati e tensioni sociali, chi può esserne stato il responsabile? La sinistra? La destra? La destra d’accordo con la sinistra? I servizi segreti? Siamo passati attraverso tutte le ipotesi possibili, pensi ad esempio a piazza Fontana. E’ facile fare delle ipotesi, ma è altrettanto facile costruire dei processi che finiscono nel nulla.

 

(Pietro Vernizzi)



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COMMENTI
17/11/2010 - processo e procedimento penale (Antonio Servadio)

Triste situazione, non solo per le persone e le famiglie coinvolte. Ancor più triste per la storia politica e sociale del paese. Appare come un'esperienza fallimentare. Suggerisco di distinguere la mancanza di una conclusione positiva (azione penale) al termine del procedimento penale (aspetto tecnico della vicenda giudiziaria) dal "processo" che si è comunque svolto nel corso del procedimento, dentro e attorno ad esso. Un processo, inteso come "complesso di trasformazioni o di trasferimenti", è comunque avvenuto. Non è giusto trascurarne il rilievo. Senza il procedimento non ci sarebbe stato neppure il processo, qualcosa che ha tenuto desta la memoria e ha permesso di maturare la consapevolezza sulle dinamiche (perverse). Se i responsabili diretti non sono stati individuati, ebbene questa stessa conclusione ci insegna pur qualcosa.