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IOVINE/ Lo spietato boss dei Casalesi tradito dalla voglia di panettone

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Era uno dei camorristi più ricercati dalla polizia, ma è stato tradito da un banale panettone. A fare scattare le manette ai polsi di Antonio Iovine è stata infatti una telefonata, intercettata dagli investigatori, in cui si chiedeva di acquistare il dolce per il boss. Una richiesta strana, per di più a distanza di oltre un mese dalle festività natalizie.


«IL BOSS VUOLE IL PANETTONE» - Il capoclan casalese è stato arrestato ieri pomeriggio alle 15,30 dalla polizia a Casal di Principe. Martedì gli inquirenti della Direzione distrettuale antimafia di Napoli coordinata dal procuratore Giovandomenico Lepore e dal procuratore aggiunto Federico Cafiero de Raho avevano intercettato una conversazione telefonica che ha fatto scattare il blitz degli agenti. Il muratore Marco Borraca, arrestato ieri per favoreggiamento, sosteneva l'impellenza di acquistare un panettone per il boss Iovine.
 

Anche se la telefonata di Borraca sulla necessità di acquistare il «panettone» potrebbe in realtà essere un messaggio in codice. Il «panettone» è infatti il soprannome della discarica de Lo Uttaro, in provincia di Caserta, che il clan dei Casalesi aspirerebbe a fare propria. Fatto sta che, come sottolinea l’agenzia Adnkronos, gli investigatori si sono subito messi in allerta per questa richiesta ritenuta «strana», in un periodo ancora lontano dalle feste natalizie. Subito sono partiti i controlli su alcune delle possibili basi di Iovine e quando nella mattinata di ieri si è avuta la certezza che Iovine si trovasse nell’appartamento di Borraca sono passati in azione.
 


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