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IOVINE/ Lo spietato boss dei Casalesi tradito dalla voglia di panettone

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BLITZ NELL’APPARTAMENTO - Quando gli agenti hanno fatto irruzione nella casa protetta da un impianto di videosorveglianza, Iovine aveva appena finito di pranzare e stava parlando con un'altra persona, incensurata, la cui posizione adesso è al vaglio degli inquirenti. Ha tentato di fuggire, correndo su una scala a chiocciola per raggiungere il tetto, ma il tentativo non è riuscito perché é stato bloccato dalla polizia. A quel punto non ha più opposto resistenza, ma si è lasciato ammanettare e portare fuori dal suo rifugio.


Durante il percorso da Casal di Principe fino alla Questura di Napoli e poi durante il trasferimento nel penitenziario di Poggioreale, come sottolineato in Procura nel corso della conferenza stampa, Iovine è sempre rimasto calmo nei confronti di poliziotti e pm. I pm hanno rivelato che Marco Borraca, insieme alla moglie e alla figlia, gestiva la latitanza di Antonio Iovine da un punto di vista logistico. Il boss si recava a casa loro solo per pranzare, ma poi andava via e dormiva altrove. La famiglia del muratore aveva il compito di fargli la spesa e il bucato. Secondo la procura Iovine si recava al quarto vicolo Cavour nell’appartamento di Borraca da sei o sette mesi.