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IOVINE/ Lo spietato boss dei Casalesi tradito dalla voglia di panettone

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«ORA TOCCA A ZAGARIA» - A quel punto anche la fine della latitanza di Iovine, sempre sfuggito per un soffio, questa volta è diventata possibile. L’arresto è stato eseguito dai poliziotti della Squadra Mobile di Napoli che da tempo ne stavano seguendo le tracce assieme ai colleghi casertani. Si trovava nell’abitazione di un uomo insospettabile e senza nessun precedente giudiziario, alla quinta traversa di via Cavour a Casal di Principe. Merito dei pm Antonello Ardituro e Alessandro Milita che ora assicurano: «Il prossimo sarà Zagaria».


Conversando con i giornalisti a Montecitorio appena pochi minuti prima che arrivasse l'annuncio dell'arresto del boss Iovine, Roberto Maroni, ministro dell’Interno, aveva rivelato ai giornalisti che si trovavano a Montecitorio: «Oggi è una bellissima giornata per la lotta alla mafia, tra pochi minuti vedrete». Alla casa di Borraca gli agenti sono arrivati grazie a lunghi pedinamenti e ad accertamenti sulle persone più vicine al boss. Iovine era nella lista del ministero dell’Interno dei 30 latitanti più pericolosi, assieme - tra gli altri - a Matteo Messina Denaro, numero uno di Cosa Nostra; Michele Zagaria, dei Casalesi; gli 'ndranghetisti Sebastiano Pelle e Domenico Condello; il bandito Attilio Cubeddu, coinvolto nel sequestro Soffiantini ed evaso nel 1997 dal penitenziario dove era detenuto.
 

(Pietro Vernizzi)

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