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Cronaca

LETTERA/ E ora chi salverà il Veneto dal fango della burocrazia?

L’emergenza in Veneto non è ancora passata e la situazione di chi ha perso tutto rischia di aggravarsi ancora, come spiega FRANCESCO JORI

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Le alluvioni non finiscono mai: dopo la piena d’acqua, ecco anche stavolta quella delle parole a nastro, delle promesse tradite, delle polemiche feroci. Poi calerà il silenzio, e allora comincerà il brutto.

 

Il Veneto è ancora nella fase uno, ma già è investito in pieno dalla due. Purtroppo per lui, arriverà pure la tre. Il maltempo delle scorse ore, e quello annunciato delle prossime, probabilmente non provocherà nuovi disastri, ma di sicuro peggiorerà quelli esistenti. E intanto “gli aiuti al Veneto perdono la strada”, titola non una qualche testata baluardo dell’ultralocalismo, ma Il Sole 24 Ore.

Perché è vero che Roma ha stanziato pronta cassa 300 milioni. Ma è altrettanto vero che per la parte legata alla sospensione degli adempimenti fiscali si è scelta una strada diversa rispetto al passato: ieri, vedi l’Abruzzo, bastava abitare in uno dei Comuni danneggiati per ottenerla; adesso ogni singolo interessato, imprenditore o contadino o semplice residente, deve richiedere un aiuto individuale sulla base di una procedura che chiama in causa Comune, Regione e ministero dell’Economia.

Un occhio al calendario: oggi è il 18 novembre, già l’altro ieri scadevano i versamenti di contributi, ritenute e Iva, tra 12-giorni-12 scade il termine per pagare il secondo acconto di Irpef, Ires e Irap; che, giusto per chiarezza, vuol dire il 60%. Morale, intanto pagate e dopo si vedrà. Una mostruosità che si somma a quella di migliaia di persone a cui enti pubblici e soggetti privati, assicurazioni in testa, chiedono di produrre le pezze d’appoggio dei danni subìti. Finite a mollo nell’alluvione. Peggio per gli alluvionati: invece di portare in salvo i macchinari, i beni di famiglia, gli elettrodomestici, le bestie, i ricordi, dovevano scattare loro una foto e fare l’inventario.

Ma che razza d’Italia. Aveva ragione da vendere Vittorio Meneghello, sindaco di Bovolenta, una delle località padovane più colpite, a supplicare il presidente Napolitano, durante la sua visita in Veneto, di concedergli una sola cosa: “Ci aiuti a levarci di torno la burocrazia”. La sua resterà una speranza negata, come tante altre. Arriveranno un po’ di soldi, si farà un po’ di manfrina, poi l’attenzione rifluirà nell’oblìo assieme all’acqua che si ritira, e ciascuno dovrà sfangarsela da solo.