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PAPA/ Quel realismo contro i "secondo me" che uccidono bambini e coscienze

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Ed ecco l’altro punto forte toccato dal Papa oggi: lo spreco farmacologico, che da una parte ha il soggettivismo che riduce la medicina a mercato, e dall’altra ha il “disease mongering”, cioè il mercato vero e proprio che certe case farmaceutiche fanno della malattia, inventandosi addirittura le malattie (da situazioni che malattia non sono) per vendere farmaci, come denunciato da tantissime pubblicazioni scientifiche (vedi ad esempio il numero di luglio 2006 di PLos Medicine). «Nella nostra epoca - scrive infatti Ratzinger - si assiste ad un'attenzione alla salute che rischia di trasformarsi in consumismo farmacologico, medico e chirurgico, diventando quasi un culto per il corpo». 

Come dargli torto? Ma non si ferma qui, affonda il colpo: «Si assiste dall`altra parte, alla difficoltà di milioni di persone ad accedere a condizioni di sussistenza minimali e a farmaci indispensabili per curarsi». Cosa dire, quando invece assistiamo ad una crociata per risolvere i problemi di sanità nei paesi poveri solo pressando per non far riprodurre i cittadini, surclassando un diritto inscritto nel DNA prima ancora che nelle costituzioni? Come non sentirsi bruciare dentro per il realismo di questo quadro, per la forza di questo dramma?

Ecco altri apolidi morali: chi non ha la forza di alzare la voce viene invitato a non riprodursi, a scomparire, come denunciavano di recente gruppi di afroamericani indicando l’aborto (e la parallela mancanza di aiuti economici alle donne povere, in maggioranza di colore) come un sistema per far sparire la minoranza di colore dagli USA (New York Times, febbraio 2010). E’ davvero questa la nuova frontiera che il Papa ci indica: la lotta per la cittadinanza morale di tutti, per il diritto di tutti al riconoscimento di essere pienamente e inalienabilmente umani, anche quando sono così infinitamente piccoli o infinitamente poveri da non poterlo reclamare.



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COMMENTI
21/11/2010 - Pontifex Maximus (Antonio Servadio)

Grande Benedetto XVI. Scomodo certamente. Il Pontefice deve essere scomodo, nel senso in cui lo è stato Gesù, il più grande scomodo -anzi scandaloso- della storia.

 
19/11/2010 - Papà (maria schepis)

Che il Papa sia moderno e coraggioso mi pare dato inoppugnabile,io aggiungerei che è anche scomodo,perchè in un'epoca di forte relativismo etico fa il Papa,nel senso che riafferma ad alta voce l'essenza della Chiesa stessa.Dal terribile bubbone della pedofilia all'aperta difesa della vita,soprattutto della vita dei più indifesi,dagli embrioni ai poveri o meglio poverissimi,a cui manca l'assistenza sanitaria più immediata.E' vero,c'è un forte consumismo farmacologico,spesso si va dal medico per fare rifornimento di antibiotici,antipiretici, da tenere in casa, "non si sa mai".Le ristrettezze in cui sono cadute anche le case farmaceutiche ,forse hanno ridotto lo sperpero ma ciò non elimina la disparità esagerata di spesa sanitaria tra noi e i paesi poveri.Individualmente,forse, ne abbiamo preso coscienza,ma non possono bastare i due euro raccolti con gli sms,per risolvere il problema.I paesi poveri sono la scommessa del futuro,l'economia mondiale va riformulata e programmata tenendo conto di questa folla di diseredati,certo è terribile morire di parto nei nostri ospedali,ma è una tragedia che si ripete ennesine ed ennesime volte tra le donne etiopi ad esempio.La mortalità infantile è elevatissima e le malattie per noi banali,lì sono mortali.Ritengo che piuttosto che tentare spermentazioni ardite e costosissime sia moralmente più corretto destinare almeno parte di queste spese all'assistenza nel terzo mondo.Il discorso è comunque lunghissimo e troppe sono le ingiustizie