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IL CASO/ Meglio i tagli alla cultura o essere come Grecia e Irlanda?

Pubblicazione:mercoledì 24 novembre 2010

Massimi Ghini manifesta contro i tagli alla cultura (Foto Ansa) Massimi Ghini manifesta contro i tagli alla cultura (Foto Ansa)

Camilleri e Saviano rimproverano, sarcastici, dicendo che con la cultura si mangia? Incomincino per primi la dieta, hanno milioni da offrire in aiuto ai colleghi. Si può discutere se distribuire a pioggia milioni per sagre, premi letterari, associazioni pseudo-culturali sia lecito e giusto. Se debbano essere sostenuti economicamente alcuni film e spettacoli che potrebbero giocarsela sul mercato, dove va avanti il migliore.

 

Non sto parlando di documentari sulla storia della patria o sulle vite straordinarie di uomini illustri. Bloccano le riprese di Natale in Sudafrica? Ce ne faremo una ragione. Chiudono i teatrini sperimentali, si spengono le Notti Bianche? C’è chi opterebbe per la Scala ed Eschilo, appunto.

 

Sulla prima pagina del Corsera la protesta degli attori, in testa Giulio Scarpati. Mi preoccupano di più gli scolari di Napoli, o quelli di Milano che vogliono la scuola aperta anche a Natale, perché i genitori non sanno dove portarli in vacanza. Il medico e le sue numerose famiglie in vacanza un posto lo trovano ancora.



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COMMENTI
24/11/2010 - Dimenticavo, la collaborazione (PAOLA CORRADI)

....che altro non è che un altro nome della sussidiarietà.

 
24/11/2010 - La vera cultura ha sempre generato reddito (PAOLA CORRADI)

Il problema non è tagliare i fondi a spettacoli di basso profilo, ma dare più fondi a ciò che produce reddito, la vera cultura italiana ha sempre generato reddito purchè utilizzata in modo intelligente. Faccio un esempio facile: da anni frequento le mostre di opere d'arte di Villa Olmo a Como, vengono esposti quadri da tutto il mondo. Bene questa è l'occasione per i maestri Comaschi di poter fotografare da vicino particolari artistici che poi vengono riprodotti sui foulard di seta prodotti a Como e venduti nello stesso book shop della mostra. Ovvero la cultura produce reddito è una catena che produce ricadute appunto a catena. Quando si dice che le Università Italiane sono un costo è sbagliato perchè il fatto è che non vengono utilizzate le risorse in modo corretto, non producono reddito. Perchè invece il Politecnico di Milano non ha questi problemi? Perchè collaborando con le imprese genera ricchezza per se e per il tessuto industriale locale. Ma capisco che questi discorsi sono troppo difficili e abbiamo perso questa nostra Italianità del fare rete, troppo chiusi nelle corporazioni che ormai regnano ogni dove, e allora la difesa della propria corporazione fa morire la collaborazione....partiti politici inlcusi.