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STORIE/ Grandi esempi femminili nella giornata contro la violenza sulle donne

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Come mostra la vita di santa Matilde di Helfta, anche alle donne più equilibrate e interiormente ricche non mancano periodi di crisi spirituale di grande intensità, segno che le grazie ricevute non preservano dalle sofferenze dovute alla debolezza umana. Sua discepola è Gertrude la Grande, affascinata dalla musica, dalla letteratura, dall’arte della miniatura fino a trascurare le Sacre Scritture: “Ha un carattere forte, deciso, immediato, impulsivo; sovente dice di essere negligente; riconosce i suoi difetti, ne chiede umilmente perdono. Con umiltà chiede consiglio e preghiere per la sua conversione. Vi sono tratti del suo temperamento e difetti che l’accompagneranno fino alla fine, tanto da far stupire alcune persone che si chiedono come mai il Signore la prediliga tanto”.

Singolare la storia della beata Angela da Foligno. La racconta così il Papa: “Nata intorno al 1248 in una famiglia benestante, rimase orfana di padre e fu educata dalla madre in modo piuttosto superficiale. Venne introdotta ben presto negli ambienti mondani della città di Foligno, dove conobbe un uomo, che sposò a vent’anni e dal quale ebbe dei figli. Alcuni avvenimenti, come il violento terremoto del 1279, un uragano, l’annosa guerra contro Perugia e le sue dure conseguenze incidono nella vita di Angela, la quale progressivamente prende coscienza dei suoi peccati, fino ad un passo decisivo. Siamo nel 1285, Angela si confessa. Tre anni dopo, la strada della conversione conosce un’altra svolta: lo scioglimento dai legami affettivi, poiché, in pochi mesi, alla morte della madre seguono quelle del marito e di tutti i figli. Allora vende i suoi beni e nel 1291 aderisce al Terz’Ordine di San Francesco”.

Benedetto XVI ricorda poi la grande carità verso i poveri di santa Elisabetta d’Ungheria e si sofferma sulla figura di santa Brigida di Svezia, compatrona d’Europa. Di lei apprezza “quella che oggi potremmo definire un’autentica spiritualità coniugale. Non poche volte è la donna che con la sua sensibilità religiosa, con la sua delicatezza e la dolcezza riesce a far percorrere al marito un cammino di fede. Penso con riconoscenza a tante donne che, giorno dopo giorno, ancor oggi illuminano le loro famiglie con la loro testimonianza di vita cristiana”.

Infine, di Caterina da Siena il Papa mette in luce il dono della maternità spirituale, il rispetto per i sacerdoti, anche indegni, in forza del loro ministero, il dono delle lacrime, indice di una sensibilità piena di commozione e di tenerezza.



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