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IL FATTO/ Viene dalla Germania l’aiuto migliore per le famiglie italiane

Alla Conferenza nazionale della famiglia Sacconi e Giovanardi difendono la famiglia tradizionale e la legge 40. Il sociologo PIERPAOLO DONATI spiega cosa potrebbe cambiare a livello fiscale

Maurizio Sacconi ieri alla Conferenza della famiglia (Ansa) Maurizio Sacconi ieri alla Conferenza della famiglia (Ansa)

Le posizioni di Fli hanno influenzato anche la Conferenza nazionale della famiglia in corso a Milano. Ieri il ministro Sacconi ha criticato l’equiparazione sostenuta da Fini tra coppie di fatto e famiglia fondata sul matrimonio. «Senza nulla togliere al rispetto che meritano tutte le relazioni affettive che però riguardano una dimensione privatistica - ha detto Sacconi -, le politiche pubbliche che si realizzano con benefici fiscali sono tarate sulla famiglia naturale fondata sul matrimonio». Apriti cielo: “Aiuti solo agli sposi con figli” hanno subito titolato i quotidiani online.

Discusse anche le posizioni del sottosegretario Giovanardi, per il quale «la rottura della diga costituita dalla legge 40 aprirebbe la porta ad inquietanti scenari, tornando ad un vero e proprio far west della provetta dove fina dal primo momento il concetto costituzionale di famiglia andrebbe irrimediabilmente perduto». Ma secondo Pierpaolo Donati, sociologo e relatore alla Conferenza, Sacconi ha ragione.

 

Professore, è giusto - per usare le parole di Sacconi - che le politiche pubbliche siano tarate sulla famiglia naturale fondata sul matrimonio?

 

In tutti i sistemi fiscali non c’è un regime di agevolazione delle famiglie se non c’è una “legalizzazione” del rapporto attraverso il matrimonio. Quindi l’affermazione di Sacconi mi sembra pienamente giustificata. Diverso è se parliamo di servizi agli individui: quelli verso i figli non richiedono necessariamente il matrimonio tra i genitori, ma il trattamento fiscale della famiglia richiede, come dice la Costituzione, che questa venga intesa come famiglia naturale fondata sul matrimonio.

 

In tutto questo è significativo che agenzie e giornali abbiano fatto titoli come: «Sacconi, aiuto solo a sposi che procreano». C’è chi ha parlato di logica razzista.

 

C’è dietro il pregiudizio ideologico di chi vuole che per famiglia si intenda solo un qualunque aggregato di individui. In ogni caso Sacconi non ha detto: aiuti solo a quelle con figli, ma ha voluto dire che c’è un trattamento che deve essere equo nei confronti della famiglia con figli. Come ho mostrato nella mia relazione, a stare male in Italia - e solo in Italia - è la famiglia con figli.

  

Vuole dire che il fattore che porta una famiglia nella povertà è il fatto di avere figli?


COMMENTI
12/11/2010 - fisco a misura di famiglia non cattolica (Antonio Servadio)

Un fisco a misura di famiglia non ha affatto bisogno di essere un fisco ammaestrato dal cattolicesimo. Prova ne è il sistema Francese. Il cattolicesimo Francese è molto lontano dalle stanze dei bottoni; non è rappresentativo della cultura nazionale nè del tessuto sociale. Sia chiaro, in Francia c'è il meccanismo fiscale qua sopra descritto, funziona molto bene ed è apprezzatissimo dalla popolazione. I nostri cugini d'oltralpe hanno impostato anche altri meccanismi intesi a proteggere quella semplice forma di imprenditoria umana e sociale che è la famiglia. Funziona e lo si vede dal tasso di natalità, anche se si prescindesse dalla popolazione (numerosissima) di origine nord-Africana. La Francia però conserva intatto un indomabile orgoglio nazionale, che si esprime ad es. nella difesa della lingua e della propria industria, oltre che nella difesa della famiglia. Un fisco a misura di famiglia è un fisco a misura di uomo, in quei paesi che non si vergognano di stare a questo mondo, che credono nel proprio futuro nazionale perché credono nella propria storia, dunque anche nel proprio futuro, in quanto credono nelle proprie famiglie. La famiglia è unica garanzia di futuro. Qua a sud delle Alpi, la disgregazione della famiglia comincia con quel "movimento" ideologico che semplificando chiamiamo il '68. I frutti maturi sono arrivati molti anni dopo.

 
12/11/2010 - Uomini e Topi (Antonio Servadio)

ho già letto da altre parti che non si fanno figli per via di fattori "culturali" sfavorevoli e in questo sicuramente c'è del vero. Mentre non mi pare affatto che il fattore economico abbia poco peso, anzi mi risulta esattamente il contrario. Del resto non è difficile comprendere come un orizzonte economico cronicamente incerto, quando non cupo e ostile, una vita politica nazionale quasi sempre pasticciata, associati ad uno stile di vita alquanto complesso, inducano in persone "normali" un atteggiamento interiore impostato al minimo rischio. Questo incide direttamente sul comportamento riproduttivo, esattamente come anche sull'imprenditoria, che in Italia esprime soprattutto strategie difensive limitate al medio periodo (tattiche, non-strategie). In etologia ritroviamo gli stessi meccanismi, abbondanza/scarsità di risorse, ambiente discontinuo/continuo, disturbato/tranquillo, incidono pesantemente sui comportamenti riproduttivi, in alcune specie (anche mammiferi) si arriva al cannibalismo materno. Piuttosto che continuare a citare non meglio precisate statistiche, invito i giornalisti a pubblicare con precisione tali indagini, che di solito sono viziate all'origine, nella loro impostazione. Altrimenti si avviano dei tormentoni fondati su basi fragili o erronee. La montagna partorisce il topolino ? I numeri traggono significato dalla verifica dei presupposti con cui sono stati generati.