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LETTERA/ 2. Il mistero su Yara Gambirasio che le tv non riescono a spiegare

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La chiesa di Brembate sopra (Foto Ansa)  La chiesa di Brembate sopra (Foto Ansa)

Ecco perché noi abbiamo rinunciato alle dirette da Brembate, prima di tutto per rispetto verso una famiglia che, fin dal primo giorno, ha chiesto discrezione e silenzio. Abbiamo scelto di stare un passo indietro, offrendo ai nostri telespettatori solo l’informazione necessaria. Notizie sulle indagini e sulle ricerche, il racconto essenziale di tutto ciò che di positivo si sta muovendo attorno a questa vicenda drammatica, senza cedere a spettacolarizzazioni inutili e senza aggiungere nulla a ciò che è certo e verificato.

 

Per noi è stata una scelta giornalistica, perché il giornalismo è fornire alla gente notizie e raccontare fatti. Non è scavare, a volte senza pietà, nelle vicende umane, per vincere la sfida degli ascolti. Proviamo così a stare accanto alla famiglia di Yara e alla gente di Brembate che prega e continua a sperare.

 

(Massimo Romanò, vicedirettore di Bergamo Notizie)



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COMMENTI
13/12/2010 - Una famiglia cattolica nel mirino dei mass-media (claudio di luzio)

E' la prima volta che la vita di una normalissima famiglia cattolica fisce nel mirino quotidiano dei mass-media, con analisi e dibattiti così approfonditi. E' una lente di ingrandimento di padre, madre, figli, monitorata da tanti giorni, come fosse il "Grande Fratello", a tutte le ore, ma l'eccezione è che non si accede alle stanze della casa. Infatti, tutti si scandalizzano di non potere entrare a casa di Yara, del fatto anche che i genitori di Yara non rilasciano interviste o appelli per un fatto così drammatico, che pur li ferisce ogni minuto, da tanti giorni! Qui c'è un miracolo mediatico, dove attraverso l'informazione, tutti noi possiamo osservare che mentre si parla di un mistero che sta gettando nel panico molte famiglie dell'intero paese, che non si fidano più dei loro vicini e dei loro educatori, sportivi o scolastici, un padre e una madre reagiscono al dolore con la forza della fede, con le preghiere, con il sienzio e con la vicinanza della loro comunità. Questi genitori stanno testimoniando a tutto il mondo, che con questa forza, si fidano anche delle istituzioni che stanno compiendo le ricerche. E' un vero scandalo,laddove ormai i mass-media ci insegnano che nessuno si deve fidare più di nessuno. Ma non è che alla fine i mass-media, con i loro commentatori ci vorranno far credere che questa famiglia ha dei problemi psicologici a farsi così forza con il credere nel mistero più grande che sta capitando a loro, e forse a tanti di noi che ne parliamo da giorni?

 
11/12/2010 - diciamolo ! (Emilio Colombo)

grazie ai parrocchiani di Brembate per la loro testimonianza! il fastidio dei media è proprio quanto constatavamo ieri sera su questo preciso argomento con due vicine di sedia a un concerto in un teatro di provincia è quello che viene prima ...la stessa concezione della vita dei parrocchiani di Brembate che crea luoghi abitati dove si può mandare le figlie in giro per il paese senza temere che non tornino; e ha anche senso chiedere sicurezza alle autorità perchè se tutti svolgono bene il loro compito, questo aiuta la comunità. non so se il circo delle vanità (+ o meno mediatiche) produca luoghi abitati così o piuttosto banalizzi, enfatizzi, diseduchi e crei di fatto fragilità, reattività e violenza perchè non abbiamo più la semplicità di riconoscere l'evidenza e farne esperienza? forse perchè non abbiamo più la coscienza quello che viene prima e che permette il formarsi della comunità (domanda retorica)?

 
10/12/2010 - Dio è sempre Papà (attilio sangiani)

Dio è sempre "papà",anche quando sembra non intervenire. Produce effetti visibili se non incontra la ostinata volontà di male di uomini liberi di scegliere anche la propria dannazione. Anche in questo caso,però,dobbiamo essere certi che sostiene i Suoi figli,dando loro la forza interiore di soffrire il male altrui,come Cristo nell'orto fino alla croce. Questa mi sembra la giusta posizione di chi si associa alla preghiera per Yara e i suoi congiunti.

 
10/12/2010 - Attesa (alessandra de pra)

Penso che ciascuno di noi possa accompagnare allo stesso modo la famiglia di Yara nell'attesa del suo ritorno. Nella fiducia che Dio è Padre e si commuove davanti ai Suoi figli, stringiamoci con affetto a questi sconosciuti genitori così provati, imploriamo con tutto il cuore, assidui, costanti e numerosi, il ritorno della loro bambina.