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Cronaca

IL CASO/ Caro Augias, perché vuoi usare la cicuta per curare la solitudine?

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Come capite, il conflitto vero riguarda cosa si considera “libertà”. È un bivio: considerare libera la scelta di chi dice “io voglio” nella solitudine o di chi lo dice dentro un rapporto e senza coercizioni. Chi è allora più “liberale”: chi lascia aperta la via a ogni decisione solitaria (purché non disturbi gli altri) o chi si rimbocca le maniche per ripulire l’ambiente dalle coercizioni e dalla solitudine? Ma come il principio fondante la “convivenza postmoderna” non è più la fiducia ma la separabilità, quello fondante la “libertà postmoderna” non è la solidarietà ma la solitudine.

 

Ma c’è chi dice che questo non basta: la vita è chiaramente vista come buona rispetto alla morte dalle migliaia di persone che pur malate e disabili non la vogliono abbandonare; forse perché hanno trovato un significato, un contesto o una persona per cui vivere, e non necessariamente di tipo chiaramente religioso. Forse perché hanno trovato nel momento della disperazione non un aiuto a morire ma a capire, a curare, a lenire, e anche a diventare più forti e magari ardimentosi. Non pensate, che piuttosto che aiutare a incontrare la morte, la gente malata voglia essere aiutata a incontrare questo?

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COMMENTI
13/12/2010 - Augias e i suicidi (Carla D'Agostino Ungaretti)

Corrado Augias e tanti altri come lui ce l'hanno a morte con la Chiesa Cattolica. Non riesco a capire perché. La Chiesa non punta la pistola alla tempia di nessuno (a differenza dell'Islam) per obbligarlo a pensare come vuole lei, eppure Augias e soci schiumano di rabbia ogni volta che essa fa sentire la sua voce. E' democrazia questa? Perché quei signori non manifestano altrettanto furore polemico quando pontificano i politici, i sindacalisti, i giornalisti, gli scrittori, i divi TV che ci inondano ogni giorni di fiumi di parole e di scempiaggini? Forse perché sotto sotto loro stessi capiscono che solo la Chiesa usa parole di vita eterna, capaci di agire sulle coscienze, mentre quelle degli altri sono solo, appunto, fiumi di scempiaggini, e questo - per il loro smisurato EGO - è intollerabile. Si è visto con il problema della pedofilia dei preti: non potendo mettere il bavaglio alla Chiesa Cattolica perché ciò sarebbe incompatibile con la coscienza democratica occidentale, i laicisti italiani e stranieri stile Augias le rovesciano addosso il fango della pedofilia, anche se è stato dimostrato che i preti cattolici sono numericamente meno responsabili dei padri di famiglia e degli educatori in genere. Ma non bisogna preoccuparsi: la Chiesa è lì da 2000 anni e i vari Augias non sono altro che pulci con la tosse.