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SCONTRI A ROMA/ 1. Violante: la guerriglia di piazza è il cortocircuito della politica

Pubblicazione:mercoledì 15 dicembre 2010

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«Le manifestazioni di piazza di ieri sono il segno di un malcontento che nasce dallo scollamento tra politica e società. Non basta una generica solidarietà ai manifestanti, nemmeno da parte del Pd. Occorre quella sintonia con i bisogni reali del Paese che negli ultimi due anni e mezzo è venuta meno da parte di un po’ tutti gli schieramenti». Lo afferma Luciano Violante, intervistato da Ilsussidiario.net sui disordini di piazza avvenuti nella giornata di ieri.


Onorevole Violante, da dove nascono i fatti che abbiamo visto ieri a Roma?

 

Nascono innanzitutto dal fatto che ci sono dei bisogni inespressi, non rappresentati, da parte di persone che non si sentono tutelate. Dentro questo poi ci può essere il malessere generale della società italiana. E il problema di fondo è lo scollamento tra politica e società, determinato dalla legge elettorale, che ha creato dei circuiti separati. In politica ormai tutto si svolge all’interno di un circuito senza alcun rapporto con quello che succede nel Paese e con i suoi bisogni.
 

In che modo è possibile riassorbire i manifestanti di ieri nei partiti rappresentati in parlamento?

 

Innanzitutto, non so se una parte è riassorbibile. Anche nell’ultimo rapporto del Censis, si fa riferimento a una grave preoccupazione del Paese per il proprio futuro. Queste sono le cose sulle quali bisognerebbe intervenire con una certa determinazione. Quanto tempo abbiamo perso inutilmente, senza affrontare i problemi sociali del Paese?
 

E questa perdita di tempo che conseguenze ha avuto?


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COMMENTI
15/12/2010 - La guerriglia di piazza non è la società civile (Alessandro La Rosa)

Ma quale disagio se a fare fuoco e fiamme sono sempre i centri sociali no-global estremisti di sinistra e antogonisti di gente che non fa niente da mattina sera perchè vivono di rendita familiare o politica! Si incendiano e prendono "carburante" da atteggiamenti verbali violenti come quelli di Di Pietro, Rosy Bindi accompagnati dai neofiti criptofascisti come Bocchino, Granata e Briguglio....Chi manifesta democraticamente non distrugge le città....

 
15/12/2010 - scollamento politica-società? mah!... (Marco Voli)

Violante fa l'agnello, ma la sinistra -tutta- non ha mai rinnegato il giocare sull'ansia e sul fomentare le paure, fino a legittimare o giustificare sia le invettive contro il "tiranno" (cui logicamente consegue la rivolta) sia l'uso della piazza per lisciarla (e questa è vera demagogia). Ogni disagio, limite e difetto (ovvio nelle cose umane) è sempre esagerato (quando non inventato) estremizzato, propalato per affermarsi come risolutori. Chesterton diceva che questa è la dinamica vera della Menzogna (è una verità [parziale] impazzita). Violante continua ad essere schiavo di questa logica. Poi butta lì "nomina" accattivanti come la fiscalità per le imprese e la famiglia, ma quando la famiglia chiede libertà di educazione (e quindi di scelta delle scuole) la risposta è bulgara; svela l'ipocrisia di chi si vuol comprare con trenta denari (fiscali) la libertà (vera) mantenendo la scuola ideologica di Stato in modo che lo Stato si faccia i sudditi su misura. La sinistra si conferma perfetta macchina di potere che sa usare la piazza e non la rinnega affatto. La prima cosa che andava detta dei violenti i n piazza era che si tratta di delinquenti al pari di mafiosi e camorristi, che -come quelli- usano la violenza per affermare un potere illegittimo. Ma Violante e la sinistra se ne guardano bene. E così restano conniventi e complici, come lo furono 40 anni fa.