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SCONTRI A ROMA/ 1. Violante: la guerriglia di piazza è il cortocircuito della politica

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Oggi come oggi politica e società sono due cose che viaggiano su due binari completamente diversi. Il punto reale che io trovo in crisi è proprio il rapporto tra società e politica. Questo fa sì che la società non si senta in genere rappresentata e la politica non sente in sé il dovere della rappresentanza dei cittadini. E quindi c’è una trasformazione in senso corporativo sia della politica sia della società.


E che cosa intende fare il Pd per cambiare la situazione?

La mia proposta al partito è una riunione del coordinamento con delegazioni degli studenti e dei ricercatori che stanno manifestando per discutere come correggere questa legge in Senato.


Il fatto che la sinistra estrema non sia più rappresentata in parlamento può avere aggravato le manifestazioni di piazza?

Certamente. Quando delle forze consistenti presenti in un Paese non sono presenti in parlamento è sempre una perdita. Anche perché poi fa di quelle forze delle forze condannate al radicalismo più che alla mediazione, essendo fuori dalle sedi in cui la mediazione si svolge.
 

Bersani è salito sul tetto. Un segno di sintonia con i manifestanti, o del fatto che questi ultimi dettano l’agenda alla politica?


Credo che questo vada chiesto a Bersani, non a me, visto che è salito lui sul tetto: lasciamo stare il Pd.
 

Ma si sarà fatto un’idea…


COMMENTI
15/12/2010 - La guerriglia di piazza non è la società civile (Alessandro La Rosa)

Ma quale disagio se a fare fuoco e fiamme sono sempre i centri sociali no-global estremisti di sinistra e antogonisti di gente che non fa niente da mattina sera perchè vivono di rendita familiare o politica! Si incendiano e prendono "carburante" da atteggiamenti verbali violenti come quelli di Di Pietro, Rosy Bindi accompagnati dai neofiti criptofascisti come Bocchino, Granata e Briguglio....Chi manifesta democraticamente non distrugge le città....

 
15/12/2010 - scollamento politica-società? mah!... (Marco Voli)

Violante fa l'agnello, ma la sinistra -tutta- non ha mai rinnegato il giocare sull'ansia e sul fomentare le paure, fino a legittimare o giustificare sia le invettive contro il "tiranno" (cui logicamente consegue la rivolta) sia l'uso della piazza per lisciarla (e questa è vera demagogia). Ogni disagio, limite e difetto (ovvio nelle cose umane) è sempre esagerato (quando non inventato) estremizzato, propalato per affermarsi come risolutori. Chesterton diceva che questa è la dinamica vera della Menzogna (è una verità [parziale] impazzita). Violante continua ad essere schiavo di questa logica. Poi butta lì "nomina" accattivanti come la fiscalità per le imprese e la famiglia, ma quando la famiglia chiede libertà di educazione (e quindi di scelta delle scuole) la risposta è bulgara; svela l'ipocrisia di chi si vuol comprare con trenta denari (fiscali) la libertà (vera) mantenendo la scuola ideologica di Stato in modo che lo Stato si faccia i sudditi su misura. La sinistra si conferma perfetta macchina di potere che sa usare la piazza e non la rinnega affatto. La prima cosa che andava detta dei violenti i n piazza era che si tratta di delinquenti al pari di mafiosi e camorristi, che -come quelli- usano la violenza per affermare un potere illegittimo. Ma Violante e la sinistra se ne guardano bene. E così restano conniventi e complici, come lo furono 40 anni fa.