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SCONTRI A ROMA/ La noia dei cattivi maestri regala ai giovani un nuovo '68

Quanto accaduto a Roma martedì è - spiega LUCA PESENTI - l’inevitabile conseguenza di un clima pesante costruito dal mondo degli adulti

Foto Ansa Foto Ansa

Che la realtà fosse testarda, inesorabile, lo si sapeva. Gli unici a non capirlo sono da sempre e per sempre gli irresponsabili del pensiero, gli intellettuali occhiuti e sopraccigliosi che inondano della loro materia grigia le pagine della nostra industria culturale.

In Italia, ormai lo sappiamo, la madre dei cattivi maestri è sempre incinta. Prima soffiano sul fuoco, per settimane, mesi, anni. Poi restano stupiti, non si capacitano, sbalordiscono nel constatare che sotto la brace era pronto un incendio.

Fateci caso. Da settimane, mesi, anni non si fa che ripetere che l’Italia non è un paese per giovani, che a queste povere generazioni stiamo rubando il futuro, che insomma sarebbe anche giunto il momento di una bella ribellione, di una piazza piena, di un immancabile nuovo Sessantotto. E mica solo sui giornali, che il titolo un po’ forte lo debbono pur sempre cucinare, la provocazione fintamente scorretta han bisogno di propinare al lettore distratto.

Anche i libri, quelli scritti dall’Economista di grido, dal Demografo di tendenza o dal Sociologo di moda, non possono fare a meno di concludere le loro analisi commosse sull’inevitabile catalogo di sfighe generazionali con l’appello-speranza a una nuova ribellione giovanile, per costringere ovviamente lo Stato (unica levatrice del mondo, un po’ come la guerra era “unica igiene del mondo” per i futuristi per-fascisti) a riconoscere i Diritti, le Necessità, le Pretese di questa povera e innocente generazione.

Perché, par di capire, ormai da questo mondo di adulti non c’è più nulla da attendere, dunque ragazzi belli il futuro ve lo dovete venire a prendere a spallate, sennò mica ve lo possono regalare gli adulti al potere (che son sempre gli altri, ovviamente, mica i poveri intellettuali che fingono di non esser parte della classe dirigente del Paese).

Cosa potevamo aspettarci di diverso da questo clima? Se anche i giornaloni della borghesia decadente si mettono a strizzare l’occhio alle proteste, e se tutto sommato un po’ tutto il mondo degli adulti si sente in colpa per queste generazioni immancabilmente descritte come “le prime generazioni a cui viene consegnata una prospettiva di benessere peggiore rispetto alle generazioni precedenti”, quale poteva essere il risultato? Se si soffia sul fuoco della frustrazione, se si descrive il mondo sempre e soltanto a tinte fosche perché del doman non v’è certezza, non si ottiene altro che un istinto belluino.


COMMENTI
17/12/2010 - verità - responsabilità - dignità (LUISA TAVECCHIA)

C'è davvero un tessuto di responsabilità comuni da ricostruire. Ma quello che sta succedendo non riguarda solo me ma soprattutto le nuove generazioni. Tre parole. Verità: tutti te la raccontano in diverse maniere (con i soliti trucchetti di dirti solo metà della verità) e la stessa verità viene molto manipolata (Brembate, Avetrana etc). Responsabilità: non c'è più etica morale, valori non incarnati nel quotidiano, tutto viene mercificato. Dignità: nella politica si mercanteggia (che spettacolo noi adulti stiamo dando ai nostri figli?) e non ditemi che è per un bene comune. Sicuramente ci sono ancora tanti, tanti giovani (anche figli unici) che si assumono le responsabilità ed incarnano progetti positivi, ma l'humus in cui siamo immersi è di palude. Aiutiamoci. Grazie

 
17/12/2010 - diagnosi perfetta (attilio sangiani)

concordo totalmente. Aggiungerei che la politica dell'1,2 figli per coppia,imposta dagli stessi cattivi maestri,discepoli fanatici di Malthus,e poi,dei nihilisti,ha condotto ad una generazione di figli "quasi unici".Viziati e irresponsabili,pronti ad essere strumentalizzati. Ripongo la speranza nei, relativamente,tanti giovani che desiderano studiare seriamente,che fanno volontariato,che affollano Rimini alla fine di agosto,che animano e frequentano gli oratori,che fanno sport non necessariamente agonistico,.....

 
17/12/2010 - Ma il discorso viene di lontano.... (Marco Voli)

In questo periodo c'è la pubblicità radiofonica in cui un padre rincoglionito scambia -10 di sconto con la temperatura rigida e viene ripreso con commiserazione dalla splendida figlia giovane che la sa lunga. Ennesimo esempio di un clima culturale. Allevati a furia di Qui Quo Qua furbi e zii Paperino sfigati o zii Paperone cattivi; lanciati adolescenti da Mao a giudicare, condannare e punire i docenti e gli adulti cattivi e controrivoluzionari, i ggiovani sono ormai felici burattini dei giochi di potere della più perfetta macchina per la conservazione del potere che è l'ideologia di sinistra. La pedofilia ideologica è la formula più fruttuosa della demagogia, per questo la sinistra è così nemica dell'educazione e non ammette (con violenza) attacchi al dogma-taboo della Scuola di Stato. PS. La facciamo una bella campagna di boicottaggio contro quella pubblicità?