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SCONTRI A ROMA/ La noia dei cattivi maestri regala ai giovani un nuovo '68

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La conseguenza della società senza desideri descritta dal Censis, che vuol dire un mondo di adulti privi di speranza e prospettiva perché priva di senso e di significato, non può che risolversi in questo spettacolo triste cui stiamo assistendo da alcuni anni e quest’anno più del solito. Prima c’era solo un movimento giovanile che mescolava desideri senza forma trasformati in vuote pretese, capace di contestare anche quel che al netto dei limiti potrebbe essergli utile (la riforma universitaria) e dunque inchiodato in una posizione conservatrice e post-resistenziale più tipica della vecchiaia che di una normale gioventù.

 

Ora c’è anche un settantasettismo di risulta, uno spontaneismo (per ora) poco armato, con troppe radici ma senza progetto, nichilismo attivo, violenza cieca e insensata immediatamente rubricata da esponenti dell’opposizione sotto la sempiterna categoria della provocazione. Quella, per intenderci, che un tempo era inesorabilmente sedicente e dunque praticamente fascista. E oggi non può che essere al soldo del Governo, dei Servizi segreti o di chissà chi.

 

Di fronte al desolato spettacolo romano, a un passo dal Natale che forse, come gli anni scorsi, manderà definitivamente in vacanza la protesta consegnando i vuoti desideri a una annoiata scrollata di spalle, qualche domanda bisognerà pur farla a chi sostiene le ragioni della rivolta generazionale. Hanno davvero bisogno di tutto questo i nostri giovani? La rivolta generazione è per forza la sola speranza? E il mondo degli adulti ha ancora qualcosa da proporre, che sia un’esperienza di vita e non un vuoto invito alla ribellione?

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COMMENTI
17/12/2010 - verità - responsabilità - dignità (LUISA TAVECCHIA)

C'è davvero un tessuto di responsabilità comuni da ricostruire. Ma quello che sta succedendo non riguarda solo me ma soprattutto le nuove generazioni. Tre parole. Verità: tutti te la raccontano in diverse maniere (con i soliti trucchetti di dirti solo metà della verità) e la stessa verità viene molto manipolata (Brembate, Avetrana etc). Responsabilità: non c'è più etica morale, valori non incarnati nel quotidiano, tutto viene mercificato. Dignità: nella politica si mercanteggia (che spettacolo noi adulti stiamo dando ai nostri figli?) e non ditemi che è per un bene comune. Sicuramente ci sono ancora tanti, tanti giovani (anche figli unici) che si assumono le responsabilità ed incarnano progetti positivi, ma l'humus in cui siamo immersi è di palude. Aiutiamoci. Grazie

 
17/12/2010 - diagnosi perfetta (attilio sangiani)

concordo totalmente. Aggiungerei che la politica dell'1,2 figli per coppia,imposta dagli stessi cattivi maestri,discepoli fanatici di Malthus,e poi,dei nihilisti,ha condotto ad una generazione di figli "quasi unici".Viziati e irresponsabili,pronti ad essere strumentalizzati. Ripongo la speranza nei, relativamente,tanti giovani che desiderano studiare seriamente,che fanno volontariato,che affollano Rimini alla fine di agosto,che animano e frequentano gli oratori,che fanno sport non necessariamente agonistico,.....

 
17/12/2010 - Ma il discorso viene di lontano.... (Marco Voli)

In questo periodo c'è la pubblicità radiofonica in cui un padre rincoglionito scambia -10 di sconto con la temperatura rigida e viene ripreso con commiserazione dalla splendida figlia giovane che la sa lunga. Ennesimo esempio di un clima culturale. Allevati a furia di Qui Quo Qua furbi e zii Paperino sfigati o zii Paperone cattivi; lanciati adolescenti da Mao a giudicare, condannare e punire i docenti e gli adulti cattivi e controrivoluzionari, i ggiovani sono ormai felici burattini dei giochi di potere della più perfetta macchina per la conservazione del potere che è l'ideologia di sinistra. La pedofilia ideologica è la formula più fruttuosa della demagogia, per questo la sinistra è così nemica dell'educazione e non ammette (con violenza) attacchi al dogma-taboo della Scuola di Stato. PS. La facciamo una bella campagna di boicottaggio contro quella pubblicità?