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MARIO MONICELLI/ Il suicidio del regista scatena i fan dell’eutanasia. Veronesi: E’ un diritto. Villaggio: Vorrei avere il suo coraggio

Monicelli_MarioR400.jpg (Foto)

 
Dal canto suo, la deputata radicale Maria Antonietta Farina Coscioni, chiede di «rispettare l'estremo scatto di volontà di Mario Monicelli», riferendosi al presidente della Repubblica, che così aveva definito il suicidio. «Andrebbero rispettati – ha aggiunto - la volontà della persona, del malato: che ha il diritto di essere informato, e di poter decidere del suo destino». Le responsabilità, se ce ne sono, poi, no sarebbero di chi non gli ha impedito di gettarsi dal quinto piano, ma di chi «non l’ha aiutato (non l’ha potuto aiutare in omaggio a una ipocrisia imperante che impedisce perfino di pronunciare la parola “eutanasia”) a porre fine alla sua esistenza in modo meno atroce e doloroso di come invece è stato costretto a fare».


Ieri, poi, mentre era in corso alla Camera un saluto al grande regista, si è sviluppato un dibattito in merito alla dolce morte che ha trovato schierati molti fans in suo favore.

 

Se Walter Veltroni ha dichiarato: «Mario ha vissuto e non si è lasciato vivere, né morire» e ha aggiunto: «ha deciso di andarsene», la radicale Rita Bernardini ci è andata giù ben più pesante: «sarebbe il caso che la Camera avviasse almeno una riflessione», ha commentato, «su come alcune persone che non ce la fanno più siano costrette a lasciare la vita, anziché morire con i propri familiari vicini, con il metodo della dolce morte».

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