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MANIFESTAZIONE ROMA/ Marco Boato: oggi si rischia un nuovo ’77

Pubblicazione:mercoledì 22 dicembre 2010

scontri-roma-14dic10-r400.jpg (Foto)

«Di fronte alle degenerazioni violente delle manifestazioni studentesche, genitori e professori hanno una grandissima responsabilità». Lo afferma Marco Boato, politico dei Verdi e parlamentare per cinque legislature, dopo essere stato uno dei fondatori di Lotta Continua e tra i leader della contestazione del ’68. Intervistato da ilsussidiario.net alla vigilia dei cortei previsti per oggi in tutta Italia, Boato sottolinea che «quella che emerge è la profonda immaturità, politica e persino psicologica, dei ragazzi che vedono nei poliziotti soltanto dei nemici da abbattere. Spesso senza sapere nemmeno i contenuti della riforma Gelmini contro la quale scendono in piazza». Quello delineato da Boato, in esclusiva per i nostri lettori, è un vero e proprio identikit dei gruppi antagonisti, in grado di strumentalizzare ed egemonizzare la maggioranza degli studenti con l’unico scopo di fare scorrere il sangue e innescare una spirale di violenza.

 

Onorevole Boato, di fronte agli studenti che scendono in piazza a protestare quale deve essere il ruolo di professori e genitori?

 

I professori hanno una grandissima responsabilità, perché hanno a che fare direttamente con gli studenti, li conoscono uno a uno per nome e cognome. Anche per questo devono avere la possibilità di trovare delle occasioni di discussione con i ragazzi, durante le ore di lezione o fuori. E la stessa grande responsabilità è condivisa anche dai genitori degli studenti. Quanto sta accadendo in questi giorni, come le manifestazioni di piazza, li mette di fronte al fatto che i loro figli sono diversi da quello che si aspettavano. E questa è una grande occasione. Soprattutto se riescono a instaurare un rapporto di dialogo con i figli, che non è facile, specialmente a quell’età, in cui un ragazzo diventa adulto e non vuole imposizioni dai genitori. Ma nelle famiglie un rapporto di dialogo, di discussione, di reciproca narrazione, con madri e padri che raccontano le loro esperienze ai figli, sarebbe un fatto in grado di produrre enormi cambiamenti. I muri tra generazioni al contrario creano effetti devastanti.

 

Finora i commentatori si sono divisi tra quanti esaltavano e quanti condannavano le proteste a prescindere. Lei come le vede?

  


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COMMENTI
22/12/2010 - Precisazioni (Daniele Scrignaro)

Ho vissuto il '68, dal di dentro all'inizio quando all'istituto tecnico c'erano in ballo i programmi di studio scoordinati tra loro e distanti dalla realtà lavorativa, dal di fuori quando la "lotta politica" è diventata lo scopo esauriente. Anche allora c'era chi aderiva senza conoscere i contenuti, per "far casino" o saltare le lezioni. Anche allora i katanga del Movimento studentesco (pestatori addestrati) non erano educande morigerate, né con le forze dell'ordine, né con chi la pensava diversamente, anche senza bisogno di provocazione.