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PAPA/ Magister: ecco a chi si riferisce Benedetto quando denuncia la violenza sui cristiani

Pubblicazione:martedì 28 dicembre 2010

Foto Ansa Foto Ansa

Cristiani perseguitati in cima ai pensieri del papa Benedetto XVI, che durante la benedizione Urbi et Orbi di Natale e l’Angelus di Santo Stefano è tornato ripetutamente sulla loro sorte. Ricordando a tutti che «il nostro mondo continua a essere segnato dalla violenza, specialmente contro i discepoli di Cristo». Un appello che non a caso è arrivato a poche ore dall’assalto a una chiesa cattolica delle Filippine, gli attacchi ad alcune parrocchie cristiane in Nigeria e l’attentato kamikaze in Pakistan. Eventi cruenti che però sono solo la punta dell’iceberg della galassia dei cristiani perseguitati nel mondo, che riguarda diversi milioni di fedeli. Per capire come stanno veramente le cose, ilsussidiario.net ha intervistato il vaticanista de L’Espresso, Sandro Magister, secondo cui «la sorte dei cristiani perseguitati ci riguarda da vicino, sia perché richiama i credenti dell’Occidente ad avere uno sguardo più aperto e generoso nei loro confronti. Sia perché l’Europa, uscita da poco da diverse forme di persecuzione religiosa, ancora oggi non è un luogo dove i cristiani possono esprimere in completa libertà la loro fede».

 

Quali sono i luoghi nel mondo dove i cristiani non hanno potuto festeggiare liberamente il Natale?

 

Certamente un Paese dove la celebrazione del Natale quest’anno è stata molto pericolosa è l’Iraq, al punto che in diverse città la messa di Mezzanotte è stata addirittura cancellata. Ancora più grave la situazione in Arabia Saudita, dove le messe non possono essere celebrate nemmeno nelle case private. E questo nonostante il fatto che nella penisola arabica i cristiani non sono un’esigua minoranza, ma centinaia di migliaia se non milioni di persone. Si tratta di immigrati provenienti soprattutto dall’Asia, e in particolare da India, Sri Lanka e Filippine. In Qatar invece le messe sono consentite nelle chiese riconosciute dallo Stato, e la frequenza alle celebrazioni religiose è altissima. Ma è vietata qualsiasi espressione della fede cristiana visibile fuori dal perimetro della chiesa: le croci sui campanili per esempio sono bandite.

 

E al di fuori del Medio Oriente, in quali altri luoghi manca la libertà religiosa?


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COMMENTI
28/12/2010 - meglio...piuttosto che.... (attilio sangiani)

un alto prelato,recentemente,forse senza accorgersi,ha incoraggiato coloro che tendono a nascondere le loro convinzioni cristiane,cioè ad abbandonarsi a quello che,in passato,era chiamato "rispetto umano". Nel senso di "avere timore,quasi vergogna di dichiararsi esplicitamente cristiani,per non essere emarginati o averne,comunquue,danno.. La frase è,a memoria,questa : " meglio essere cristiani senza dirlo piuttosto che dirlo senza esserlo". Se si analizza "a freddo" questa frase,non si può che condannare chi "si dice cristiano senza esserlo",perchè si tratterebbe di una simulazione per interessi inconfessati o per opportunismo. Tuttavia le parole "meglio essere cristiani senza dirlo" sono molto ambigue. In realtà,semmai,è "meno peggio",non "meglio". Perciò anche questo comportamento,quando sono in gioco pubblicamente valori cristiani,deve essere condannato come non degno del Maestro,che ha detto :" Se uno si vergogna di me,anche Io mi vergognerò di lui davanti al Padre mio"