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Cronaca

J’ACCUSE/ Così il "partito della morte" vuole altri casi Monicelli

La società postmoderna, dice CARLO BELLIENI, offre solo la libertà di morire, mentre la gente vorrebbe la libertà di vivere

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Una volta lo si sarebbe chiamato “gesto inspiegabile”; oggi invece il suicidio di Mario Monicelli è accolto dai media con imbarazzato silenzio se non con approvazione: e silenzio e approvazione non vengono solo dai paladini del suicidio assistito o dell’eutanasia, ma da molte parti inattese echeggia una voce che in qualche modo “spiega” il fatto che un anziano lucido e malato si sia buttato dal quinto piano di un ospedale.

Una voce che comprende, che solidarizza. Disinteressandosi forse del fatto che questa “solidarietà” può essere la porta dell’emulazione, come ben spiega la rivista Plos Medicine del 2009 parlando dell’emulazione dei suicidi avvenuti nella metropolitana di Vienna: quante persone malate ora si sentiranno tentate di farla finita, invece di reclamare aiuto, diritti, compagnia, medicine? Quanti penseranno che morire in certe condizioni, quando ci si sente di peso per gli altri o si diventa comuni malati bisognosi di affetto, è approvato socialmente?

Approvazione e silenzio per il gesto purtroppo sono segnale che ormai sta vincendo chi per anni ci ha indottrinato dicendo che il clou della vita è ciò che diciamo nella nostra solitudine. È probabile. Ma guardiamo bene: dire così in apparenza richiama a un senso di libertà, di autodecisione slegata da coercizioni; ma in realtà richiama alla paura e alla solitudine.

Come ben spiegano i giornali scientifici, tutt’al più il malato può rifiutare cure inutili o dolorose, ma non ci si toglie la vita se non per domandare: il suicidio è un grido disperato. «La richiesta dei parenti o del paziente di affrettare la morte è un modo di esprimere la richiesta di maggiore comunicazione, miglior controllo dei sintomi, migliore comunicazione. È raro che rappresenti la necessità per il paziente di controllare ora, luogo e modalità della morte»,scriveva nel 2008 JL Abraham dell’istituto dei tumori di Boston.


COMMENTI
04/12/2010 - La caduta degli Dei (Michelangelo Blanco)

Come mai io che sono di sinistra debbo schierarmi con la destra per combattere la ridicola invenzione del XXI secolo del testamento biologico? Come mai la cultura di destra e quella di sinistra sono stranamente d'accordo nell'accettare e rispettare la decisione del regista suicida? Napolitano va a rendergli omaggio e poco mancava al saluto del Papa. L'Italia che s'è stretta attorno al "maestro" che l'ha rappresentata per oltre mezzo secolo, non s'accorge d'aver idolatrato un falso mito. Nessun suicidio può esserci senza commettere un delitto

 
04/12/2010 - Dove sta il partito della morte!? (Antonio Gravano)

Quando si cambiano le carte in tavola poi finisce che si bara al gioco. La prima regola del gioco recita che il gioco sia coerente: se giochi a scopa, poi non puoi contare i punti a briscola. Non so se mi sono spiegato. Ridurre il gesto di Monicelli a un punto a favore dell' ipotetico ma inesistente "partito della morte" è già di per sé scorretto, perché né Monicelli ha avuto l' intenzione di giocare nella squadra dell' inesistente partito della morte, né l' inesistente partito della morte ha messo a segno il punto di Monicelli. Il gesto di Monicelli è stato solo la volontà di segnare un punto a favore della vita, della propria vita.

 
03/12/2010 - beata ignoranza (Flavio Dal Corso)

Si cita talvolta una famosa frase: "la bellezza salverà il mondo". C'è del vero, ma io credo che la maggior speranza di salvezza degli uomini stia nella loro ignoranza. E in un certo senso possiamo pensare che Cristo abbia elevato l'ignoranza a "sacramento di salvezza" quando dice: "Padre, perdona loro perchè non sanno quello che fanno". Se è così, persino Odifreddi, persino il signor Cerquini, e persino io possiamo confidare di raggiungere il paradiso. Cos'è il paradiso se non lo stare vicino a Dio, potergli chiedere conto di tutto ciò che del mondo ci scandalizza, poter soddisfare tutto il nostro desiderio di conoscenza? L'inferno è la negazione di tutto ciò. Dio, che ci ha creati liberi, rispetterà la nostra libertà fino in fondo; non costringerà chi ha deciso che può fare a meno di Lui a stargli vicino. La sofferenza di costui sarà vedere che la Verità e la Conoscenza c'è ma non pottervi attingere. La Fede ha bisogno di essere ragionevole, e la Fede di Cristo lo è (con buona pace di Odifreddi) e la ragione ha bisogno di conoscere i propri limiti.

 
03/12/2010 - anarchia vs eutanasia (Collina Andrea)

Il gesto di Monicelli, non è eutanasia. E i cantori della liberà di scelta imposta dalle leggi dello Stato, farebbero meglio ad usare la Ragione che pretendono di adorare. Il gesto di Monicelli è "solo" l'ultimo grido disperato di un anarchico impenitente che ha affermato sempre e solo se stesso, fino all'ultimo istante della vita. Il suicidio non come inno alla morte, ma come ultimo grido di vita: "Io, Io Io!". Come ci ricorda don Giussani: l'anarchico è chi afferma se stesso all'infinito. Fino all'ultimo istante. Vanità delle vanità. Suprema vanità contro la realtà. L'eutanasia tanto agognata è invece ben altro. E' l'imposizione della libertà di scelta. La legalizzazione ed il controllo affidato ad altri delle scelte di vita. E' il convincimento che solo una strada - quella larga e comprensiva - dell'inutilità del dolore e della sofferenza umana può essere condivisa in un sistema sociale. Penso che se in Italia ci fosse stata una legge che legalizzasse l'eutanasia, l'anarchico Monicelli si sarebbe curato in tutti i modi possibili.... Fino a compare altri 95 anni!

 
03/12/2010 - Non decidiamo noi, tutto è dono. (claudia mazzola)

Ho avuto tre zii Gianfranco e Paola, morti di tumore a 55 anni e Isidoro a 42 anni. Non volevano morire ma consapevoli che non erano i padroni della vita, hanno fatto la volontà del Padre in sofferenza ma dignità.

 
03/12/2010 - ragioniamo (GIOVANNI PIERONI)

Solo un folle può sostenere che noi bastiamo a noi stessi. Fino al suicidio

 
03/12/2010 - LA VITA E' INDISPONIBILE (FRANCESCO BUGINI)

più che commentare i contenuti dell'articolo, che peraltro condivido, desidero fornire una risposta al commento del signor Cerquini. Innanzitutto mi meraviglio che il Sussiario pubblichi un commento che contiene insulti nei confronti di chi crede in Dio vale a dire la stragrande maggioranza dell'umanità. D'altra parte non capisco il livore e l'odio di Cerquini il quale non vuole riconoscere che la vita è un dono e nessuno se la può dare, nessuno è venuto al mondo per propria volontà e questo lo si riconosce proprio facendo un corretto uso della ragione: ogni effetto ha la sua causa (es. la sedia è causata dal falegname), l'effetto è inferiore alla causa soprattutto l'effetto ordinato razionalmente non può che procedere da una causa razionale superiore e ciò è incontrovertibile. Grazie a questo ragionamento si giunge alla dimostrazione dell'esistenza di Dio,causa prima e increata. Ogni uomo è nato con un desiderio infinito di felicità, e anche questo è innegabile. Chi crede in Dio sa che la felicità si trova nel rapporto personale con Dio, una persona che non si vede ma di cui sipercepisce la presenza,nella comunità e nei sacramenti. I cristiani poi derivano la loro fede da un fatto: Dio si è fatto uomo ha vissuto è stato crocifisso per noi è morto, ma è risorto dai morti e ci ha promesso vita e felicità eterna oltre la morte.Questo da senso a qualsiasi vita umana anche la più fragile e dipendente da altri. Noi siamo certi che la malattia,la sofferenza la morte non prevarranno

 
03/12/2010 - La divina commedia (giuseppe cerquini)

Immaginare, ipotizzare, pensare, credere, che possa esistere un essere tanto malefico, malvagio, tragico, che, oltre a tutte le altre malefatte ( infinite sofferenze per gli esseri viventi, umani ed animali ) abbia creato anche la tortura eterna, è una idiozia colossale. Dante che l’ ha scritta e Benigni che la decanta, sono due inconsapevoli terroristi idioti. ( iddioti e credini, detto alla maniera di Odifreddi ) Purtroppo anche alcune persone geniali, essendo inculcati di religione sin dall’infanzia, non si rendono conto delle stupidaggini che gli hanno propinato. La scuola deve essere assolutamente liberata da insegnamenti religiosi. Ai nostri figli si deve insegnare l’ uso della ragione, e tanto, tantissimo allenamento al tale uso. Oltre, ovviamente, all' apprendimento della storia delle religioni e dell' ateismo. Amen _______________ Noi siamo i padroni della nostra vita !