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J’ACCUSE/ Così il "partito della morte" vuole altri casi Monicelli

Pubblicazione:venerdì 3 dicembre 2010

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Chi chiede di morire torna indietro se trova il modo di cambiare le condizioni ambientali; o se trova una cura adeguata alla depressione che troppo spesso e colpevolmente manca, come ben spiegava il British Medical Journal del gennaio 2010.

 

Il bivio cui si trovano davanti i legislatori è se dare la “libertà di morire” o se dare “la “libertà”: economica, sociale, clinica, ambientale per vivere. È questo il crinale che si finge di non voler vedere: la società postmoderna offre solo la libertà di morire, mentre la gente vorrebbe la libertà di vivere; abbandona la gente, la lascia nella disperazione e poi domanda: “Preferisci morire o vuoi sentire ancor più il morso della disperazione, perché io ti so offrire solo questa?”.

 

Bella alternativa e bella libertà! Darsi la morte è un atto che ci deve far riflettere: è davvero un atto di autodeterminazione o un’ultima richiesta di aiuto?



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COMMENTI
04/12/2010 - La caduta degli Dei (Michelangelo Blanco)

Come mai io che sono di sinistra debbo schierarmi con la destra per combattere la ridicola invenzione del XXI secolo del testamento biologico? Come mai la cultura di destra e quella di sinistra sono stranamente d'accordo nell'accettare e rispettare la decisione del regista suicida? Napolitano va a rendergli omaggio e poco mancava al saluto del Papa. L'Italia che s'è stretta attorno al "maestro" che l'ha rappresentata per oltre mezzo secolo, non s'accorge d'aver idolatrato un falso mito. Nessun suicidio può esserci senza commettere un delitto

 
04/12/2010 - Dove sta il partito della morte!? (Antonio Gravano)

Quando si cambiano le carte in tavola poi finisce che si bara al gioco. La prima regola del gioco recita che il gioco sia coerente: se giochi a scopa, poi non puoi contare i punti a briscola. Non so se mi sono spiegato. Ridurre il gesto di Monicelli a un punto a favore dell' ipotetico ma inesistente "partito della morte" è già di per sé scorretto, perché né Monicelli ha avuto l' intenzione di giocare nella squadra dell' inesistente partito della morte, né l' inesistente partito della morte ha messo a segno il punto di Monicelli. Il gesto di Monicelli è stato solo la volontà di segnare un punto a favore della vita, della propria vita.

 
03/12/2010 - beata ignoranza (Flavio Dal Corso)

Si cita talvolta una famosa frase: "la bellezza salverà il mondo". C'è del vero, ma io credo che la maggior speranza di salvezza degli uomini stia nella loro ignoranza. E in un certo senso possiamo pensare che Cristo abbia elevato l'ignoranza a "sacramento di salvezza" quando dice: "Padre, perdona loro perchè non sanno quello che fanno". Se è così, persino Odifreddi, persino il signor Cerquini, e persino io possiamo confidare di raggiungere il paradiso. Cos'è il paradiso se non lo stare vicino a Dio, potergli chiedere conto di tutto ciò che del mondo ci scandalizza, poter soddisfare tutto il nostro desiderio di conoscenza? L'inferno è la negazione di tutto ciò. Dio, che ci ha creati liberi, rispetterà la nostra libertà fino in fondo; non costringerà chi ha deciso che può fare a meno di Lui a stargli vicino. La sofferenza di costui sarà vedere che la Verità e la Conoscenza c'è ma non pottervi attingere. La Fede ha bisogno di essere ragionevole, e la Fede di Cristo lo è (con buona pace di Odifreddi) e la ragione ha bisogno di conoscere i propri limiti.

 
03/12/2010 - anarchia vs eutanasia (Collina Andrea)

Il gesto di Monicelli, non è eutanasia. E i cantori della liberà di scelta imposta dalle leggi dello Stato, farebbero meglio ad usare la Ragione che pretendono di adorare. Il gesto di Monicelli è "solo" l'ultimo grido disperato di un anarchico impenitente che ha affermato sempre e solo se stesso, fino all'ultimo istante della vita. Il suicidio non come inno alla morte, ma come ultimo grido di vita: "Io, Io Io!". Come ci ricorda don Giussani: l'anarchico è chi afferma se stesso all'infinito. Fino all'ultimo istante. Vanità delle vanità. Suprema vanità contro la realtà. L'eutanasia tanto agognata è invece ben altro. E' l'imposizione della libertà di scelta. La legalizzazione ed il controllo affidato ad altri delle scelte di vita. E' il convincimento che solo una strada - quella larga e comprensiva - dell'inutilità del dolore e della sofferenza umana può essere condivisa in un sistema sociale. Penso che se in Italia ci fosse stata una legge che legalizzasse l'eutanasia, l'anarchico Monicelli si sarebbe curato in tutti i modi possibili.... Fino a compare altri 95 anni!

 
03/12/2010 - Non decidiamo noi, tutto è dono. (claudia mazzola)

Ho avuto tre zii Gianfranco e Paola, morti di tumore a 55 anni e Isidoro a 42 anni. Non volevano morire ma consapevoli che non erano i padroni della vita, hanno fatto la volontà del Padre in sofferenza ma dignità.

 
03/12/2010 - ragioniamo (GIOVANNI PIERONI)

Solo un folle può sostenere che noi bastiamo a noi stessi. Fino al suicidio

 
03/12/2010 - LA VITA E' INDISPONIBILE (FRANCESCO BUGINI)

più che commentare i contenuti dell'articolo, che peraltro condivido, desidero fornire una risposta al commento del signor Cerquini. Innanzitutto mi meraviglio che il Sussiario pubblichi un commento che contiene insulti nei confronti di chi crede in Dio vale a dire la stragrande maggioranza dell'umanità. D'altra parte non capisco il livore e l'odio di Cerquini il quale non vuole riconoscere che la vita è un dono e nessuno se la può dare, nessuno è venuto al mondo per propria volontà e questo lo si riconosce proprio facendo un corretto uso della ragione: ogni effetto ha la sua causa (es. la sedia è causata dal falegname), l'effetto è inferiore alla causa soprattutto l'effetto ordinato razionalmente non può che procedere da una causa razionale superiore e ciò è incontrovertibile. Grazie a questo ragionamento si giunge alla dimostrazione dell'esistenza di Dio,causa prima e increata. Ogni uomo è nato con un desiderio infinito di felicità, e anche questo è innegabile. Chi crede in Dio sa che la felicità si trova nel rapporto personale con Dio, una persona che non si vede ma di cui sipercepisce la presenza,nella comunità e nei sacramenti. I cristiani poi derivano la loro fede da un fatto: Dio si è fatto uomo ha vissuto è stato crocifisso per noi è morto, ma è risorto dai morti e ci ha promesso vita e felicità eterna oltre la morte.Questo da senso a qualsiasi vita umana anche la più fragile e dipendente da altri. Noi siamo certi che la malattia,la sofferenza la morte non prevarranno

 
03/12/2010 - La divina commedia (giuseppe cerquini)

Immaginare, ipotizzare, pensare, credere, che possa esistere un essere tanto malefico, malvagio, tragico, che, oltre a tutte le altre malefatte ( infinite sofferenze per gli esseri viventi, umani ed animali ) abbia creato anche la tortura eterna, è una idiozia colossale. Dante che l’ ha scritta e Benigni che la decanta, sono due inconsapevoli terroristi idioti. ( iddioti e credini, detto alla maniera di Odifreddi ) Purtroppo anche alcune persone geniali, essendo inculcati di religione sin dall’infanzia, non si rendono conto delle stupidaggini che gli hanno propinato. La scuola deve essere assolutamente liberata da insegnamenti religiosi. Ai nostri figli si deve insegnare l’ uso della ragione, e tanto, tantissimo allenamento al tale uso. Oltre, ovviamente, all' apprendimento della storia delle religioni e dell' ateismo. Amen _______________ Noi siamo i padroni della nostra vita !