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CARRON/ 3. Barcellona: le opere del desiderio possono battere i moralisti della politica

Foto: Imagoeconomica Foto: Imagoeconomica

Come hanno dimostrato alcuni studiosi della psiche, il desiderio è l’insaturabile tensione verso la pace e la felicità che può realizzarsi soltanto nell’intero percorso di una vita. Essere fedeli al proprio desiderio è una regola etica, mentre osservare la morale del senso comune e il conformismo dell’apparente obbedienza ai precetti è la pratica ipocrita degli scribi e dei farisei, sempre presenti in tutte le società.

 

Il desiderio è una forma dell’essere che struttura la destinazione umana verso una meta che diventa l’immanente tensione all’oltrepassamento della logica astratta delle buone maniere. Per seguire il proprio desiderio si può anche trasgredire la morale ufficiale, come fanno tutti gli obiettori di coscienza che si rifiutano di obbedire ciecamente a un ordine.

 

Massimo Recalcati ha scritto in un bel libro, intitolato l’Elogio dell’inconscio, che il desiderio è insaturabile e, perciò, persiste oltre ogni occasione come espressione di una logica opposta a quella della pura e immediata soddisfazione di ogni bisogno. Il desiderio va custodito e difeso di fronte a tutte le tentazioni di seguire quelle scorciatoie che possono dare l’effimera sensazione di una soddisfazione immediata. Anche Luisa Muraro, nel suo libro Al mercato della felicità, ha posto il desiderio come motore guida della capacità di sottrarsi all’immediatezza delle pure e semplici occasioni di godimento immediato.

 

Per certi versi il desiderio è sempre impossibile perché, durando oltre la soddisfazione immediata di un bisogno, continua a stimolare la ricerca della beatitudine. Il desiderio è l’elemento distintivo per eccellenza tra il vivente umano e il vivente non umano: gli animali hanno bisogni e istinti, ma non possono avere desideri, giacché essi presuppongono la consapevolezza dell’io e la percezione del tempo che passa. Il desiderio esprime la condizione umana nel suo nesso indissolubile con l’ansia di comprendere l’origine di ciascuno.

 

Paradossalmente il desiderio è un ponte verso il futuro radicato nel mistero dell’origine. Il desiderio risponde alla domanda “da dove vengo e dove vado?”. Il desiderio ha a che fare con il senso della vita perché comporta l’investimento affettivo sulle persone e sul mondo che ci stanno di fronte. Il senso della vita è la fedeltà al desiderio che ci fa amare il mondo e le persone.


COMMENTI
08/12/2010 - L'etica (EMIDIO MASSI)

Ma l'etica in spirito di verità immanente all'io non è la dinamica morale? Quando l'etica è astratta dall'io in azione (la persona io, tu..) non diventa moralismo?