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Cronaca

CARRON/ 3. Barcellona: le opere del desiderio possono battere i moralisti della politica

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Per questo, ed è la terza cosa da dire a commento dell’intervento di Carrón, il desiderio si rende consapevole della sua destinalità solo nell’incontro con l’altro, perché il desiderio non è l’astrazione di una relazionalità senza soggetti, ma la concreta situazione in cui si manifesta la fraternità verso chi mi sta di fronte. Per tale ragione, il desiderio dell’incontro è un aspetto strutturale della dinamica del desiderio, giacché ne definisce la concretezza esistenziale. Solo nella struttura del desiderio, come tensione verso un compimento trascendente, acquista un senso preciso l’incontro con Gesù Cristo, come contemporaneo che mi sta di fronte per essere amato o respinto. Ciò che profondamente ciascuno di noi desidera è, infatti, amare ed essere riamati.

 

Condivido dunque il filo del discorso di Carrón, ma vorrei che fosse inteso come l’invito a operare anche l’attività pratica come un segno della rivolta necessaria alle ingiustizie e alle sofferenze del nostro mondo.

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COMMENTI
08/12/2010 - L'etica (EMIDIO MASSI)

Ma l'etica in spirito di verità immanente all'io non è la dinamica morale? Quando l'etica è astratta dall'io in azione (la persona io, tu..) non diventa moralismo?