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COLLETTA/ 3. Così Nadine, 14 anni, islamica, mi ha insegnato cos’è la carità

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Per la Colletta Alimentare ho chiesto a tutti i ragazzi di venire a fare un turno insieme a noi educatori e volontari, ho letto loro le 10 righe spiegando chi e quante persone avrebbero aiutato e avrebbero fatto sentire meno sole. Considerate che circa la metà dei ragazzi sono stranieri e in prima persona soffrono per difficoltà economiche reali. Tutti si segnano per il turno. Ci salutiamo dandoci appuntamento al supermercato per le 17,00 del sabato.

Tutti arrivano eccetto Nadine. Eppure era apparsa così entusiasta della proposta e mi aveva ripetuto più volte che sarebbe venuta! Io mi preoccupo e le penso di tutte, anche che, siccome lei e la sua famiglia sono di religione musulmana, possa esserle stato negato il permesso di venire. Dopo più di un’ora la vedo arrivare con passo deciso, quando mi vede mi dice come per scusarsi: “Sono venuta a piedi”. E si mette subito, insieme agli altri, a “lavorare”. Io la guardo, mi avvicino e le scaldo le mani infreddolite. Mi spiega: per un disguido non aveva trovato nessuno che potesse darle un passaggio fino al centro commerciale, così si era fatta 2 km a piedi, al buio, in una strada di periferia dove per un bel pezzo non c’è anima viva, da sola.

Mi racconta che aveva avuto paura e che ad ogni passo diceva “Mio Dio aiutami!” e si faceva coraggio pensando che i suoi amici, cioè noi, la stavamo aspettando e che non poteva mancare a quello che le avevo proposto! Mi commuovo mentre continuiamo a fare il Banco e mentre  ringrazio Dio, il mio e il suo, per averla fatta arrivare sana e salva. Dopo la chiusura del supermercato, ceniamo insieme con tutti i ragazzi che hanno fatto il turno con noi alla colletta, siamo più di 30.