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YARA GAMBIRASIO / Il parroco di Brembate di Sopra: sconcertato da certi giornalisti

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“Chi va in quella casa entra con l'angoscia, preoccupato di quanto debba dire loro, e ne esce rasserenato. Proprio così. Papà Fulvio non parla di Yara per non mettere a disagio nessuno. Ed è commovente sapere che la mamma due volte al giorno porta un thermos di caffè ai vigili che stazionano davanti alla casa”.

 

Per fortuna non tutti i giornalisti sono così però. Il parroco di Brembate ci racconta un aneddoto. “Settimana scorsa alla messa delle diciotto c'era una signora. Dopo la funzione chiede di parlarmi: ‘Sono una giornalista della RAI’. Mi sono irrigidito e le ho risposto che non volevo dire niente. Lei è scoppiata in lacrime: ‘No, non voglio sapere nulla. Solo mi lasci piangere’. E per tre quarti d'ora ho ascoltato i drammi che ogni giorno deve conoscere e la sua sofferenza per Yara. Abbiamo pregato e pianto insieme”.

 

Il dramma di Yara è una dura prova anche per chi ha una fede incrollabile in Dio. “Io ho anche rinfacciato al Signore il suo silenzio: ‘Se non ascolti noi, che pure siamo tuoi figli, ascolta almeno le preghiere dei bambini, del vescovo, delle suore di clausura, delle mamme di Brembate Sopra’”.

 

Ma, alla fine, è proprio nella preghiera che dobbiamo ostinarci a invocare l’aiuto divino. “In Malawi, dove c'è una suora nostra compaesana, centinaia di bambini hanno pregato per Yara”. Un’immagine bella in una brutta, bruttissima storia.



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