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APPELLO/ La resa di Crisafulli sarebbe l'eutanasia di Stato: così Eluana muore ancora

salvatore-crisafulliR375.jpg (Foto)

Ora, è difficile pontificare sulle disgrazie che hanno colpito la famiglia Crisafulli. Un senso di profondo rispetto fa sì che il giudizio si fermi di fronte alla soglia del mistero del dolore. Non so se davvero le istituzioni pubbliche abbiano abbandonato Salvatore Crisafulli al suo destino. Se così fosse, sarebbe incredibilmente triste. Sarebbe come se Eluana Englaro fosse morte inutilmente.


Uno degli effetti per cui pareva che la sua scomparsa non fosse stata vana, era il fatto di aver illuminato, con uno spietato raggio di luce, quel cono d’ombra in cui silenziosamente vivono la propria sofferenza migliaia di persone in stato vegetativo persistente insieme ai propri cari. Vanificare questo effetto significherebbe far morire Eluana una seconda volta.

  

Non so - ripeto - se le istituzioni pubbliche abbiano fallito nel loro compito, ma certo non si è fatta attendere la voce di chi non smette di credere in quella profonda solidarietà che nasce dalla concezione cristiana dell’amore. L’Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII fondata da don Oreste Benzi, infatti, ha subito dichiarato «la propria disponibilità ad accogliere in un clima di grande rispetto e di particolare solidarietà Salvatore Crisafulli».

 

Certo, però, che lo Stato e soprattutto le Regioni non devono essere da meno. Non sarebbe giusto costringere i cittadini a minacciare l’improbabile ricorso all’eutanasia per chiedere assistenza. Che la minaccia paventata dai familiari di Salvatore rappresenti, in realtà, più una disperata provocazione che una reale intenzione, lo dimostrano gli interventi di due insospettabili personalità. Una di queste è Silvio Viale, il medico radicale che da anni si batte per l’eutanasia, e l’altra è il senatore Ignazio Marino, noto per le sue posizioni in tema di testamento biologico.

 

Il primo, Silvio Viale, ha invocato la necessità di nominare un curatore per Salvatore Crisafulli, come fu per Eluana Englaro, e ha denunciato «le strumentalizzazioni del fratello e della famiglia di Salvatore Crisafulli» ritenendole «un’offesa per tutti coloro che si battono per il diritto all’autodeterminazione e per l'eutanasia, la quale, prima di tutto, è una libera manifestazione di volontà e non la morte imposta dai familiari».

 

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