BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

ELUANA/ Il medico che la visitò: lo stato vegetativo è vita, e non è questione di fede

Pubblicazione:mercoledì 10 febbraio 2010 - Ultimo aggiornamento:lunedì 26 dicembre 2011, 18.07

Eluana Englaro (immagine d'archivio) Eluana Englaro (immagine d'archivio)

Il mio timore è che non si sia capito che lo stato vegetativo non è di destra o di sinistra. Vorrei invece che fosse la misura della civiltà del nostro popolo. Alla domanda: si può vivere in questo modo?, tutti direbbero di no, ma la loro è vita e non possiamo abbandonarli. Esaurita la fase cronica le cure cessano e il malato è guarito. Può aver perso delle funzionalità e avere disabilità gravi, ma è un disabile, non un ammalato. Non chiede niente e ha bisogno di tutto. Me ne devo fare carico. E mantenerlo fin che muore per vie naturali.


Lei non ne fa dunque una questione di fede.


Non c’entra niente la fede. C’entra che da persona civile accudisco un’altra persona che non può farlo da sé. Costa allo stato cento euro al giorno o 200mila euro l’anno? Si tratterà di fare un uso più razionale delle risorse. Quelle stesse risorse con le quali magari lo stato compra tre elicotteri che costano cinque volte di più. Se uno invece di essere come Eluana è un disoccupato o un emarginato, un «ramo secco» della società, facciamo fuori anche lui? Eluana ha occupato con clamore le cronache nazionali, ma io conosco tremila persone in Italia che accudiscono un familiare in stato vegetativo. Nessuno si lamenta ed i familiari li accudiscono con amore e mi dicono che è meglio avere la loro compagnia che andare al cimitero a portare i fiori.


C’è dibattito sul testamento biologico. Cosa direbbe ai politici?


Uno vuole rinunciare alle cure? Noi medici non lo curiamo. Ma in una situazione di emergenza, in cui non si sa quello che la persona vorrà fare, non la si può lasciar morire. Sappiamo che tutti i testamenti possono essere cambiati da chi fa testamento in un qualsiasi momento. Ma una persona in stato vegetativo non lo può fare. Ecco perché potrà morire per malattia, ma non deve morire per sete.



© Riproduzione Riservata.

< PAG. PREC.  

COMMENTI
11/02/2010 - omicidio di un disabile grave oppure ..... (attilio sangiani)

La Corte D'Appello di Milano avrebbe dovuto accertare la fondatezza delle affermazioni delle amiche di Eluana circa la sua volontà di non essere curata con terapie. La Corte avrebbe potuto negare la fondatezza ed anche accertare che non c'era certezza "scientifica" della irreversibilità dello stato di Eluana. Per il semplice motivo che la " scienza "non dice una sciocchezza del genere. Quand'anche si fosse ammessa la volontà di Eluana,si sarebbe trattato di "omicidio del consenziente",reato p.e p. dal Codice penale vigente. La Cassazione deve applicare le leggi,non abrogarle o farle. Poichè gli "alti magistrati" conoscono le leggi,si può parlare di "induzione dolosa" a commettere un reato. E i magistrati di Milano avrebbero commesso il reato di "omicidio del consenziente". Chi si sente di sporgere denuncia ?

 
10/02/2010 - Omicidio (Alberto Pennati)

Per me quello che hanno fatto ad Eluana è OMICIDIO. Basta girare la "medaglia" e trovare giustificazioni pietose, che non sono altro che egoismi personali che, guarda caso, portano sotto le "luci della ribalta".

 
10/02/2010 - Con fede o senza la Vita c'è sempre. (claudia mazzola)

Rammento la donna che disse a don Giussani di sua figlia, appena tagliato il cordone ombellicale già se ne era andata. La vita non è appartenente, è di quel qualcuno che incontri e a cui ti affidi, sperando che sia buono come il pane, lo spezza per la tua vita e ti unisce ancora di più.

 
10/02/2010 - la Vita non si tocca. Mai (ivano mignogna)

La Vita prima di tutto. Anche quella che non capiamo. E' comprensibile lo stato d'animo dei parenti, ma la Vita non appartiene solo all'interessato, o in alcumi casi come questo ai parenti, la Vita appartiene se sei credente a Dio, altrimenti appartiene all'Umanità, alla Società, non è solo un "fatto" personale. L'uomo può avere, ed ha delle debolezze nella sua individualità, può non avere la conoscenza e la maturità la sensibilità e l'interesse per cogliere il senso e la forza della Vita che a parer mio deve sempre prevalere, vincere, anche quando non la comprendo. Ci sono piante, insetti,animali o addirittura uomini, che altri uomini non concepiscono la loro esistenza, e allora? Abbattiamo?!Il sacrificio di Eluana deve servire a renderci più attaccati alla Vita sotto ogni sua forma e espressione. Chiaro è che per un credente la Vita è del Signore e nessuno può toccarla! Laddove Dio non c'è fate funzionare la Forza della vita. Se ci sono persone che dedicano la propria vita agli altri, i parenti possono fare un passo indietro simulare il lutto e lasciar ad altri la cura del proprio caro. Non credo che la soluzione stia nel eliminare l'incomprensibile, saremmo fortemente in pericolo anche noi "normali" Uno Stato libero davvero protegge i più deboli, non se ne libera.