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YOUTUBE/ Video - Il testo integrale della lettera di Bertolaso: Contro di me solo il fango dei giornali

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Sento la responsabilità di avervi trascinato in una vicenda di incredibile squallore e tristezza. Questa la situazione. Come andare avanti?Con un ritorno alla normalità, per me e tutti noi, che sia migliore di quella di prima. Posso accettare di tutto, ma non di essere linciato dando ragione a chi si diverte a gettare fango. Se il Governo mi chiede di lasciare i miei incarichi, la mia valigia è pronta come al solito. Ma se non me lo chiede il Governo, io resto al mio posto, lavorando per primo a ripulire dal fango la mia persona, la mia casa, i miei amici e il mio mondo, che non ho mai infangato e non ho mai tradito. Ho scommesso la mia vita sul servizio al mio Paese, ho scommesso i miei anni a capo del Servizio Nazionale come un patto di fiducia tra noi e i cittadini, che ho sempre onorato. Mi batterò per la verità, anche se non interessa a nessuno, tranne che a me, alla mia famiglia e a molti di voi. Errori, mancanze di controlli, gente che ha lavorato con noi in modo disonesto: mi considero parte lesa, non coimputato o colpevole, come mi considero fin d’ora responsabile di qualche possibile errore ed omissione. Errori ed omissioni che, se ci sono stati, rappresentano errori e omissioni di uno che non è mai stato e non ha mai voluto essere Superman, rappresentano errori e, fino a prova contraria, non reati, congiure, atti intenzionali e voluti. Resto al mio posto, con la speranza di avere presto, prestissimo, ieri, la possibilità di ricominciare dalle priorità vere del mio e vostro lavoro. Oggi dovrei essere in Calabria, sul fronte della frane, non in Parlamento a discutere di un falso, come la privatizzazione della Protezione Civile, che non ho mai voluto e proposto. Il Governo ha deciso lo stralcio della norma che ci autorizzava a creare una società di servizi, per intervenire in modo assolutamente sicuro e garantista nella gestione di grandi commesse, per evitare una volta per tutte di dover mettere insieme squadre non del tutto verificate nella attendibilità dei loro componenti, dotando la Protezione Civile di uno strumento operativo in più, come già avviene in molte Regioni italiane. Nessuno si è stracciato le vesti in difesa della democrazia quando l’Emilia Romagna si è dotata di uno strumento del tutto analogo a quello che avevo proposto di creare. Niente da fare e spiegare, sono stato accusato di vendere ai privati la Protezione Civile. Vergogna a chi ha dato per buona questa balla, sentendosi per di più onorato e fiero per essere protagonista di una “battaglia democratica” del tutto inventata. Ben altri sono i problemi della democrazia, a cominciare dalla mancata assunzione di responsabilità dei tanti che adesso tuonano contro di me per i grandi eventi e fino a ieri erano fuori dalla mia porta a chiedere il mio sostegno per dichiarare grande evento questa o quella iniziativa. Basta fango. Ho una qualche esperienza nella gestione delle emergenze, so bene che dopo una scossa ce ne saranno altre, so bene che dopo una colata di fango, se il meteo non cambia, non è detto che sia finita. Ma so cosa significa mettere in sicurezza, so il valore di ciò che ho fatto insieme a voi, so benissimo cosa significa una tempesta mediatica, so cos’è un’operazione politica condotta mirando a Caio per colpire Sempronio. Sono decenni, non mesi, che assumo incarichi pubblici di responsabilità. Non sono un amichetto di nessuno – forse questa è la mia colpa principale -, né scelgo i miei “intimi amici” con i criteri dei pretesi maestri di giornalismo, che ieri riconoscevano almeno in parte le mie ragioni senza rinunciare a condannarmi per le mie frequentazioni, delle quali nulla sanno e nulla gli interessa sapere. Oggi dalla stessa fonte dovrei apprendere le competenze della Presidenza della Repubblica, a me evidentemente sino ad oggi ignote, aggiungendosi al coro stonato di chi pretende le mie dimissioni.

 

 

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