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YOUTUBE/ Video - Il testo integrale della lettera di Bertolaso: Contro di me solo il fango dei giornali

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Le dimissioni le ho date, sono state respinte. Ho detto chiaro e tondo chi considero autorizzato a richiedermele in ogni momento, dichiarandomi a priori disponibile a ripresentarle immediatamente. Con questo nego a chiunque altro il piacere di essere preso in considerazione da me su questo argomento, che non mi riguarda perchè trasformato in questione di rapporti tra partiti in campagna elettorale. Non mi occupo di queste questioni, finché dura la colata di fango debbo occuparmi di questo, non appena potrò avere il respiro necessario tornerò all’agenda dei miei impegni, che non sono mai stati e non sono nelle alcove di chi ha scelto una vita facile ma in giro per l’Italia al fianco di chi la Protezione Civile sa cos’è e la pratica tutti i giorni. Se hanno voluto togliermi onore e dignità, sappiano che queste sono risorse personali che ciascuno di noi si è costruito con scelte di vita compiute da lunga data e riconfermate ogni giorno. La mia dignità, il mio onore non sono di carta, non sono immagini, non sono dicerie. Il fango le sporca, le deturpa, non le cancella e non le corrode.
Mi auguro che quanti di voi mi hanno incontrato capiscano bene ciò che sto dicendo, ne sentano la verità nel profondo, perchè bisogna essere come il mare, in questi casi, sconvolto dalla tempesta in superficie e ancora calmo, come sempre, qualche metro più sotto. Se, nel tornare alla normalità, quella migliore di ieri che dobbiamo avere come obiettivo, mi verrà consentito di fare passi indietro e dar corso, finalmente, al mio progetto di fine anno di lasciare in altre mani il timone della Protezione Civile per andare in pensione, lo farò volentieri. Ma a condizione che vi siano tempi di pace e non una emergenza, anche solo mediatica, che coinvolge il buon nome dell’intera Protezione Civile. Ho la pretesa di lasciare stringendo la mano a ciascuno, guardandolo negli occhi. Nessuno mi chieda di fuggire, non lo farò. Faccio mia la sofferenza di tutti coloro che si sentono colpiti ingiustamente per questo attacco forsennato e squallido che mi riguarda e, da questo patibolo che non ho scelto né meritato, vi saluto con tutto il mio affetto e la mia fedeltà al patto di rispetto e di onore che ci ha permesso di realizzare qualcosa di buono, molto buono, troppo buono per non suscitare tempeste di fango.


Buon lavoro a tutti.
Roma, 16 febbraio 2010


Guido Bertolaso

 

 

 

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