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Cronaca

YOUTUBE/ Video - Il testo integrale della lettera di Bertolaso: Contro di me solo il fango dei giornali

Il capo della Protezione civile Guido Bertolaso, replica al «fango» che gli sta venendo gettato addosso in questi giorni. Lo fa in una lettera, pubblicata sul sito della Protezione Civile, in cui denuncia il pubblico ludibrio al quale lo sta sottoponendo la macchina mediatica. 

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Il capo della Protezione civile Guido Bertolaso, replica al «fango» che gli sta venendo gettato addosso in questi giorni. Lo fa in una lettera, pubblicata sul sito della Protezione civile, in cui denuncia il pubblico ludibrio al quale lo sta sottoponendo la macchina mediatica. «Da giorni – dice Bertolaso - i giornali titolano non sospetti su di me, ma certezze, pubblicano intercettazioni usandole non come elementi indiziari ma come prove di colpe commesse, di fatto dando una immagine complessiva della rete dei corrotti e corruttori, di cui sarei parte, magari non proprio protagonista, ma sicuramente parte».

Bertolaso non ha nulla da eccepire circa l’operato della magistratura: «Tutto ciò avviene mentre la magistratura – afferma Bertolaso nella lettera - sta ancora, semplicemente, indagando, per capire se ci siano elementi per trasformare i sospetti in prove». Secondo il capo della Protezione civile, lo scandalo risiederebbe nel «secondo procedimento giudiziario» a cui sta venendo sottoposto, la «giustizia sommaria».


- Bertolaso, nella lettera pubblicata sul sito della Protezione civile, non esita a definire duramente il giudizio sommario al quale sta venendo sottoposto: «si chiama fango gettato nelle pale del ventilatore, si chiama diffondere illazioni, interpretazioni, accuse, pseudocertezze, precondanne e stigmate di malavitoso addosso a chi non ha altro strumento per difendersi che la propria storia» - spiega Bertolaso.


I - Bertolaso coglie con chiarezza il procedimento psicologico che i giornali alimentano pur di aumentare la tiratura o veicolare una tesi: «Nei processi mediatici – afferma il capo della Protezione civile - la verità è l’ultima cosa che interessa, si cercano emozioni, pruderie, notizie sfiziose sui difetti, le debolezze, le leggerezze, ma soprattutto si cerca e si riesce, gettando fango, di sfigurare il profilo di ogni persona investita da questa tempesta provocata ad arte». Bertolaso chiarisce nella sua lettera che «l’innocente e il colpevole diventano irriconoscibili, sotto la maschera inzaccherata, e l’accusa trionfante diventa il verdetto: “Sono tutti sporchi uguale!”».
 

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