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FACEBOOK/ Il tiro al bersaglio ai bambini Down? Parte dalla diagnosi prenatale...

Giochiamo al bersaglio con i bambini Down. E’ il titolo della pagina di un gruppo di Facebook. Niente di nuovo. Se il pensiero dominante e la politica uscissero dall’omertà con la cultura che non considera i Down persone, questa sì che sarebbe una novità. Il commento di CARLO BELLIENI 

FetoR375_27ott08.jpg (Foto)

Un gruppo di persone ha aperto su Facebook una pagina intitolata Giochiamo al bersaglio con i bambini Down. Non mi sono stupito. Mi ha addolorato ma era prevedibile: stupisce semmai che ci sia chi crede di essere originale a stigmatizzare i malati di Sindrome Down. Pensano forse di dire una cosa nuova?

Ma accade ogni giorno in mille e mille parti del mondo, e non solo per colpa del bullismo, che le persone Down, prima o dopo la nascita, vengano trattate diversamente dagli altri! Da una parte si spende per l’integrazione e la rimozione delle barriere; dall’altra miliardi sono spesi con la diagnosi prenatale genetica per investigare prima della nascita se il bimbo ha la sindrome Down, - diagnosi cui nella maggior parte dei casi segue un aborto - mentre solo gli spiccioli vengono usati per cercare una reale terapia; questo messaggio ambivalente non può che creare disorientamento.

E come non restare disorientati di fronte al clima culturale e sociale che porta quasi ogni donna in Italia ad eseguire uno screening - talvolta invasivo, talvolta solo con ecografie e analisi del sangue - per scoprire se il suo bambino è Down? A che fine? Certo, in alcuni casi per combattere un’ansia e un’agitazione in atto. Ma – a parte questi casi d’ansia e dato che terapia non ne esiste - a quale fine non aspettare di sapere alla nascita come sta il bimbo? Curiosità?

Ci stupiamo degli autori di questa pagina odiosa, ma dovremmo riflettere sulla nostra responsabilità in questo clima di stigmatizzazione prenatale e dopo la nascita. Nei quotidiani e in TV lo spazio dedicato ai disabili è minimo se non trascurabile; quando se ne parla si fa quasi solo per casi penosi o per violenze, mai per raccontarne i progressi medici o i successi sul lavoro.

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COMMENTI
23/02/2010 - La freccia di Cupido. (claudia mazzola)

Lo dico, io anni fa quando aspettavo un bambino poi perso, avevo paura nascesse down, chi non desidera essere sano, impossibile! Conosco una famiglia che ha un figlio così, incredibile dicono che è la loro salvezza, l'amore più grande, di lui hanno fatto il centro della vita.