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Cronaca

FACEBOOK/ Eugenio Finardi condanna la doppia morale di chi rispetta i bimbi down ma vuole ucciderli

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È difficile restare in silenzio di fronte ad una simile sagra dell’ipocrisia. Un essere umano affetto dalla sindrome di Down si può uccidere ma non si può offendere.

Del resto, questa che Goethe avrebbe definito una volkommer Widerspruch, ovvero una perfetta contraddizione, resta un tratto tipico dell’ideologia schizofrenica del politically correct. E noi, poveri cattolici affezionati alla logica aristotelica, facciamo davvero fatica a comprendere questa Widerspruch. Non è un caso, peraltro, che sia stato proprio Mefistofele nel Faust, il capolavoro del grande scrittore tedesco, a sostenere che «una perfetta contraddizione resta misteriosa ai savi come ai pazzi». Ma non è per nulla misteriosa al diavolo goethiano, per il quale essa costituisce lo strumento di un’arte «antica e nuova», usata in tutti i tempi: «diffondere, invece del vero, l’errore».

In Italia da più di trent’anni, attraverso la Legge 194/78 sull’interruzione volontaria della gravidanza, si eliminano impunemente i nascituri Down. Anzi, proprio questa patologia del feto rappresenta una delle più diffuse minacce alla cosiddetta «salute psichica della donna», a tutela della quale, secondo quanto prevede l’art. 4 della Legge 194, è consentito l’aborto.

Per non parlare di tutti quei magistrati “creativi” che ritengono, con i loro provvedimenti, di aggirare impunemente la Legge 40/2003 sulla fecondazione medicalmente assistita, autorizzando la diagnosi preimpianto per poter scartare gli embrioni “difettosi”, ovvero quelli affetti da sindrome di Down.

Mi hanno particolarmente colpito le parole che sulla vicenda degli imbecilli del gruppo di Facebook ha pronunciato il cantautore Eugenio Finardi, padre di una giovane Down di 26 anni. «Mi fanno veramente pena», ha detto Finardi, «e dimostrano di avere più problemi di mia figlia». Ha poi aggiunto: «Devono sentirsi davvero delle nullità, per prendersela con i più deboli dei deboli».

Peccato che i nascituri Down siano ancora più deboli dei più deboli tra i deboli. Ma coloro che li sopprimono, caro Finardi, non si sentono affatto delle nullità. Purtroppo.

 

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COMMENTI
07/03/2010 - Ancora ho fede... (M.Rita Bianco)

nel mio prossimo e in Dio. In caso contrario il mondo sarebbe già caduto nell'abisso. Questi imbecilli, pericolosissimi, sono come quegli albri imbecilli che danno fuoco ai barboni o picchiano i negri...sono soltanto delinquenti con grosse lacune nel cervello! Il paragone é lontano anni luce, ma anche chi si indigna perché questi ragazzi down non vengono ammessi a giochi pericolosi, per tutti e, quindi, a maggior ragione, per loro e dice: No, tu devi andare, ditleo a me, tu sei come gli altri, sei normale.... e poi lo chiama a esibirsi, come fenomeno da baraccone in un programma televisivo...mi viene molto da piangere! Tutti ridono e piangono dal ridere, conduttore compreso, ma qualcuno si é mai chiesto perché non prendono - per quella farsa - un altro "normale" oppure un altro con diveros handicap? Perche, nel primo caso, nessuno riderebbe. Infatti la risata viene soltanto dal fatto che a parlare é un DOW. Nel secondo caso, essendo la testa del tutto a posto, ma il corpo no, la gente piangerebbe davvero senza ridere e l'audience precipiterebbe. Questo non si chiama sopprimere, ma si chiama strumentalizzazione! Cosa che, pur lasciando in vita, é cosa da far schifo!