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VITA/ Più volontari in divisa, meno nel socio-assistenziale: come arriveremo al 2011?

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Quello che era stato rivendicato per orientare la programmazione di enti pubblici e istituzione locali si è rivelato come uno strumento che ha fatto diventare il volontariato una variabile dipendente dei decisori pubblici e uno strumento di intervento a bassi costi per politiche comunque decise altrove. Occorre una moratoria.

 

Meno burocrazia. Il tempo di scarsità di risorse che attraversiamo obbliga anche il volontariato a ripensare alle strutture e alle funzioni che tali strutture (previste dalla legge 266 del 1991) hanno sviluppato in tempi di "vacche grasse" o anche grassissime.

 

Non c'è dubbio che nell'ultimo decennio si sia sviluppata una sorta di burocrazia del volontariato che è cosa diversa dalle forme di rappresentanza e di leadership. Una sorta - ci si passi il termine - di "addetti" al volontariato che dovrà ripensarsi per guadagnare, dopo la trasparenza che è ormai un dato acquisito, in efficienza e in efficacia d'azione.

 

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