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VITA/ Più volontari in divisa, meno nel socio-assistenziale: come arriveremo al 2011?

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C'è una domanda che rimbalza tra chi in queste settimane ha partecipato a convegni ed eventi che hanno messo a tema o che hanno avuto come soggetto il volontariato. Tanto per citare gli ultimi eventi: la Conferenza regionale del volontariato a Torino e I giorni del volontariato a Milano.

 

La domanda è questa: sopravviverà il volontariato alle celebrazioni previste per il 2011 dall'Unione Europea? Come è noto, l'Ue ha deciso - giustamente - di dedicare il 2011 al volontariato promuovendone la conoscenza e le attività. Ma come arriverà il volontariato all'appuntamento dell'Anno europeo?

 

Il volontariato che forse mai come in questa stagione ci è parso così provato? Come evitare che invece della povertà (come ha proposto provocatoriamente Muhammad Yunus) a finire in un museo sia proprio il volontariato? Perché questo paradosso non s'avveri propongo u'agenda di riflessione.

 

Meno tavoli. Il volontariato oggi è sfiancato dalla partecipazione (spesso inutile) a tavoli che pure anni fa aveva rivendicato. Qualcuno, oltre ai tavoli già previsti, ne vorrebbe altri ancora (nelle Asl o nelle Aziende ospedaliere). Io penso che si dovrebbero tagliare a iosa.

 

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