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Cronaca

BIOETICA/ Perché la Consulta ha stravolto la legge 40?

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Vediamo che cosa dice la legge 40. L’art. 1 assicura i diritti fondamentali a tutti i soggetti coinvolti nella procreazione, compreso il concepito. L’art. 5 stabilisce che solo un uomo e una donna, non di età avanzata, entrambi vivi, maggiorenni, coniugati o conviventi possono ricorrere a questa tecnica. Perciò i gameti usati per la procreazione devono appartenere ai coniugi: è ammessa la fecondazione omologa (art. 4, comma 3) mentre è proibita la fecondazione eterologa (gameti provenienti da donatori). Quest’ultima comporterebbe il rischio di privare il figlio della relazione filiale con le sue origini e il rischio di selezione eugenetica. Non è infatti pensabile una fecondazione eterologa che non sia preceduta da esami sulle caratteristiche genetiche dei possibili donatori. Le attuali conoscenze del genoma umano consentono di diagnosticare mediante tecniche di biologia molecolare la presenza di geni alterati produttori di gravi malattie.

L’art. 13, comma 1 e 2, vieta la sperimentazione sugli embrioni e lascia libertà di ricerca quando questa porta alla salute e allo sviluppo dell’embrione stesso. L’articolo 13, comma 3, vieta la selezione degli embrioni a scopo eugenetico per sopprimere quelli ritenuti malati. L’art. 14, comma 1, ne vieta la soppressione e il congelamento.

Il legislatore riconosce un’evidenza: la vita inizia dalla fecondazione, cioè dall’unione del gamete maschile con quello femminile. La fusione dei due gameti porta alla formazione dell’embrione, chiamato zigote, da cui si sviluppa un processo continuo e ordinato che darà vita a un individuo. Il concepito fin dall’inizio svolge un programma di sviluppo in piena autonomia. E’ un soggetto umano in atto e deve essere trattato con rispetto e dignità. Il ciclo vitale umano inizia con lo zigote e prosegue in modo inarrestabile fino ad arrivare all’adulto. Non si può discriminare gli esseri umani in base alla fase del loro sviluppo: lo zigote, il bambino e l’adulto sono persone e hanno gli stessi diritti.

 

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