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ELUANA/ Fisichella: le false libertà attaccano ancora la vita e la cosa pubblica

Rino Fisichella Rino Fisichella



È un’espressione non conforme all’oggettività dei dati clinici, è falsificante e fuorviante. Le persone in questo stato, a diversi livelli, hanno una propria consapevolezza e un’attività celebrale, di conseguenza meritano rispetto per la loro dignità di persone. Tornando alla notizia di prima dispiace che alcune voci, anche se provengono dalla scienza, in alcuni momenti vengano messe sotto silenzio.


Ma cosa risponde la Chiesa alla richiesta di autodeterminazione di chi non crede e vuole decidere della propria vita e della propria morte?


Non è tanto la Chiesa a rispondere, è il diritto stesso a farlo. Il principio di autodeterminazione è una pia illusione, non esiste, non trova alcun riscontro nel sistema legislativo perché si scontra con altri due principi fondamentali: l’inviolabilità e l'indisponibilità della vita. Il sistema giuridico, è bene ribadirlo, non nasce per dare la morte, ma per difendere la vita. Questa pretesa è in contraddizione, tra l’altro, con una sempre più crescente cultura della vita che si sta diffondendo tra i cittadini e gli stati per impedire ad esempio la pena di morte.


Come si spiega questa contraddizione?


A fondamento di questa pretesa c’è una visione antropologica incapace di accettare la sofferenza, o meglio, di dare senso alla sofferenza. Una cultura incapace di questo è una cultura immatura, non in grado di avere una visione globale, integrale della vita.


Nella sua prolusione al Consiglio permanente della Cei il cardinal Bagnasco ha detto che «nei delicati equilibri dell’ecologia umana rientra anche la bioetica», ponendo l’attenzione su Ru486 e fine vita. Qual è la sua “lettura” di queste sfide?


Nei prossimi decenni il legislatore, la società e la Chiesa si troveranno sempre più a confrontarsi e a scontrarsi con problemi di ordine bioetico. Tutto ciò è inevitabile per il progresso della scienza (medica e genetica) che potrà offrire orizzonti positivi, nuove risposte al dolore e alla malattia. Allo stesso tempo però aprirà scenari nuovi, che in parte iniziamo a conoscere e che toccano la vita umana nascente, embrionale, sulla quale si iniziano a ipotizzare inquietanti processi di selezione della razza.


Davanti a queste prospettive quali sono le responsabilità della politica?


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COMMENTI
09/02/2010 - Eluana (marina valmaggi)

Sono impressionata dalla coincidenza fra il risveglio di un "dormiente irreversibile"(oltre alla prova dell'attività cerebrale di un altro uomo in coma) in Belgio, e lo show di Englaro su tutti i mass-media, in questi giorni... Cosa che non ha impressionato nemmeno il genio Veronesi (e sarebbe un uomo di scienza?)! Mi pongo due domande: fino a quando l'impudenza avrà tanto spazio nei principali mass-media? e, in secondo luogo, se la signora Englaro è stata plagiata, o è così gravemente malata da richiedere un intervento che ponga definitivamente fine anche alle sue sofferenze, tanto per restare nell'ambito filosofico della famiglia. Se no, quale madre avrebbe lasciato la propria indifesa creatura in mano a chi l'avrebbe fatta morire di fame e di sete?