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ELUANA/ Il papà di Italo: il nostro “angelo” in coma ci accudisce da 20 anni

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Sembra che le persone come Italo, che giacciono immobili in un letto, non dicono niente e muovono, quando va bene, solo con gli occhi, valgano meno degli altri. Che la loro vita abbia meno senso della nostra. «No, chi lo pensa è un criminale. Io - dice Giuseppe - curo Italo da vent’anni  come fosse un angelo, e siamo contenti così. Anzi ho detto male: Italo è il nostro angelo. Perché ci si scandalizza di fronte alla debolezza umana? È come ritornare bambini. Un bambino non ha bisogno di tutto? Lo chieda ai volontari che tutti giorni vengono ad aiutarci, cosa pensano. Certo bisogna vedere se uno è pregiudizialmente per la vita o per la morte».


Sergio frequenta casa Triestino da due anni, come volontario. «Italo fa tutto con gli occhi. Se gli fai male ti fa capire che gli stai facendo male - racconta  -, se gli dai da mangiare qualcosa che non gli piace, lo manifesta. Deglutisce, è alimentato per bocca, va aiutato e tenuto sott’occhio perché non si faccia male alla lingua. Risponde al gusto, al tatto. Io mi sono affezionato. Italo è diventato parte della mia vita».

  

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COMMENTI
12/02/2012 - Forza a Italo e Anna (brunella tittarelli)

Tutte le sere prego per tutte quelle persone che hanno un loro caro in stato vegetativo; che si chiami Cristian, Luigi, Vincenzo non ha importanza... Anche io ho avuto mio marito per 3 anni in stato vegetativo dopo un incidente e vi assicuro che Cristo mi ha aiutato veramente a portare questa croce, che a volte è troppo pesante da sopportare! Adesso che è morto da tre anni, penso spesso che avrei preferito averlo a quel modo che non averlo più! Però mi rendo conto che è anche un mio punto di vista pieno di egoismo: Lui, medico radiologo, sempre proteso ad aiutare gli altri non avrebbe voluto vivere così, dipendente al 100% dagli altri. Io, però ho fatto l'impossibile per allungargli quella "vita" e non ho avuto mai il pensiero o il coraggio di abbreviarla neanche per un attimo. E' morto nelle mie braccia di embolia polmonare e ancora oggi non riesco a farmene una ragione.

 
09/02/2010 - Forza Italo! (Carla D'Agostino Ungaretti)

Prego il Signore con tutta l'anima perché protegga sempre Italo e i suoi genitori. La loro testimonianza è la vera dimostrazione di cosa significa condividere la Croce di Cristo. Forza Italo!