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mercoledì 10 marzo 2010
Contra factum.. i fatti sono come le pietre, vi ci puoi inciampare ma è impossibile negarne l’esistenza. Con 2.863.649 aborti praticati e censiti ogni anno in Europa, di cui 1.207.646 nella sola Ue, nel Vecchio Continente l’aborto sta diventando la principale causa di morte. Più del cancro, più dell’infarto, e in 12 giorni viene soppresso un numero di embrioni pari a quello dei morti in incidenti stradali lungo l’intero anno.
A sottolineare il peso che il fenomeno ha sulle società europee potrebbero bastare le nude cifre, che sono in aumento in numerosi Paesi, la Spagna in prima fila. Sarebbe scontata la mia affermazione sulla inammissibilità dell’aborto: la morale cattolica e la Nota Dottrinale per i politici cristiani del 2002, a firma Cardinal Ratzinger, è sufficiente per dare le ragioni umane e di fede della mia opposizione ferma e incondizionata all’omicidio del feto.
Tuttavia anche la cultura laica, etica, economica e sociale, dovrebbe riflettere sulla situazione europea, su quei dati drammatici emersi dalle recenti indagini statistiche nel Continente. Il pensiero laico è sconfitto, meglio si è auto-amputato, rinunciando a un percorso di riflessione seria che aveva spinto pubblicamente sia Norberto Bobbio, sia Pier Paolo Pasolini a distinguersi sul tema dell’aborto in Italia.
L’ideologia femminista e libertaria d’allora aveva eliminato dallo scenario del dibattito molte ragionevoli e drammatiche riflessioni che due tra i maggiori uomini di cultura della seconda metà del ‘900 italiano avevano proposto. Il paradossale e tragico dramma di quest’inizio di XXI secolo risiede nell’incapacità di cogliere, a più di trent’anni di distanza, quella laica e importante opposizione ragionevole. Se questa lacuna mentale, se questo nascondimento della ragione fosse solo un vezzo italiano, vi ci opporremmo sconsolatamente, forzando i tempi per un allargamento della ragione e del dibattito culturale del Paese, oggi sempre più un Paese “palinsesto”.
Invece, a tale gap culturale italiano e in parte europeo, si aggiunge la pervicace volontà nichilista e suicida della gran parte della classe politica europea. All’atteggiamento di non voler guardare alla realtà dei numeri dell’inverno demografico, sorgente della futura povertà e marginalità dell’intero continente, si aggiunge la noncuranza inaccettabile per la prima causa di morte tra i cittadini europei.
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Tutte notizie e commenti significativi. Sarebbero ben piu' significativi se qualche volta si potesse leggere qualcosa di piu' approfondito, magari con un minimo di porfilo sociologico del fenomeno. Quali gli strati sociali piu' coinvolti ? Quali le fasce di eta' ? Quali le nazionalita' ?
Ieri a Messa accanto a me una coppia 40enne. Lei avevea il rosario in mano, ho pensato "Madonna cara, si vede che questi due vogliono un bimbo, concedilo loro". Dopo la comunione i due si sono inginocchiati alla fonte battesimale. Che gioia ancora c'è chi desidera un figlio!
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