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MISTERO DI VIA POMA/ Meluzzi: Vanacore ha ceduto al suo fantasma e a una situazione Kafkiana

Abbiamo chiesto al psicoterapeuta ed esperto di procedimenti legali Alessandro Meluzzi il suo parere sugli ultimi sviluppi del caso di via Poma

Vanacore_PietroR375.jpg (Foto)

Il cadavere di Pietro Vanacore, uno dei quattro portieri dello stabile di via Poma a Roma dove nell’agosto 1990 avvenne l’omicidio di Simonetta Cesaroni, è stato ritrovato oggi in mare al largo di Marina di Torricella, località Torre Ovo, in provincia di Taranto. Si è legato a una fune e quindi si è gettato in mare. Si parla di suicidio, anche per alcuni biglietti da lui lasciati nella sua vettura poco distante, in cui spiega i motivi del gesto, anche se le circostanze sono tutte da chiarire. Tre giorni dopo il delitto di Simonetta, Vanacore era stato arrestato con l’accusa di essere lui l’assassino. Liberato dopo alcuni giorni, era rimasto indagato.

Il 16 giugno 1993 il gip Antonio Cappiello proscioglie Vanacore perché il fatto non sussiste. La decisione viene confermata il 30 gennaio 1995 dalla Cassazione. Dieci ani dopo, il colpo di scena. Il 12 gennaio 2007 la trasmissione Matrix rivela che dalle analisi del Ris di Parma sarebbe emerso che il dna trovato sugli indumenti di Simonetta è dell’ex fidanzato Raniero Busco. Simonetta inoltre non sarebbe morta alle 18, come si era pensato nella prime indagini, ma alle 16. Le nuove istanze scientifiche comportano comunque una obbligatoria riapertura del caso.

Il 6 settembre 2007 Busco viene iscritto dalla procura di Roma sul registro degli indagati per omicidio volontario e il 28 maggio 2009 la procura stessa chiede il suo rinvio a giudizio per il nuovo processo che ha preso il via il 3 febbraio di quest’anno. Pietro Vanacore avrebbe dovuto deporre il prossimo 12 marzo. Nell’udienza avrebbe potuto avvalersi della facoltà di non rispondere. Abbiamo chiesto, su questa intricata vicenda e i suoi ultimi sviluppi, il parere di Alessandro Meluzzi, psicoterapeuta, opinionista e consulente legale in molti casi giudiziari.

 

E’ possibile un suicidio a vent’anni di distanza dal caso, dopo essere stati scagionati, solo per il fatto di essere stati chiamati a testimoniare nel nuovo dibattimento?

E’ d’accordo con quanto sostiene l’avvocato dell’ex fidanzato di Simonetta, oggi il maggior indiziato, che è stata la vicinanza con il riaprirsi del dibattimento a scatenare il gesto?

 

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