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SCENARIO/ Marina Corradi: l’antidoto all’odio dei giornali? Andare a pesca col cane...

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Il boato oscuro degli aerei nemici sulla città, e l’allarme che suonava di notte e strappava al letto, verso i rifugi nelle cantine. Ti incanta il racconto dell’uomo, come se rivivessero davanti ai tuoi occhi quei giorni. Poi, è ora di andare. Ti volti, il signore in cappotto grigio e il vecchio lupo sono già lontani, persi fra due milioni di altri.


Ma quanto, pensi, è profondo - silenzioso, non detto - quello che tra queste nostre case ci accomuna. E il bisogno incancellabile della faccia di un altro, se pure ignota. Ma l’odio soffia sui giornali, e hai paura - appena un poco di paura - che monti e tracimi. Che possa accadere. Fra noi, dimentichi di ciò che ci tiene insieme. Nell’amnesia, una mattina di colpo estranei e nemici.

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