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LA LOTTERIA DEGLI OVULI/ L'esperto: il figlio perfetto? Rimane un'illusione...

Pubblicazione:martedì 16 marzo 2010

bambini_provetta_R375.jpg (Foto)

 

Ci sono dei rischi di salute che riguardano in particolare le donatrici. In primis perché sono sottoposte a un bombardamento ormonale per stimolare la produzione di ovuli. Poi l’operazione per estrarre gli ovuli può avere conseguenze disastrose.

C’è stato un caso in cui una ragazza, per le conseguenze di questa operazione, ha dovuto poi farsi asportare le ovaie. Ve ne sono tante altre che nel corso degli anni hanno patito conseguenze psicologiche: o si sono pentite o volevano a tutti i costi sapere dove fossero finiti i loro ovuli, se fossero diventanti bambini e nel caso come poterli contattare.

Le donne che invece ricorrono alla fecondazione in vitro vanno incontro a rischi già noti di questa pratica.

 

 

Ci sono differenze tra questa pratica e la classica donazione degli organi?

 

Qui non si tratta di una donazione di un organo come nel caso di un rene. Prima di tutto perché c’è uno sfruttamento economico. Poi perché donare gli ovuli è una pratica vietata in tutta Europa, ed è per questo che si va negli Stati Uniti: lì non esiste il divieto. Infine perché il ricevente può scegliere il donatore. Per tutte queste ragioni è assurdo parlare di “donazione”.

 

 

Di per sé i viaggi all’estero per aggirare i divieti sulla fecondazione o su altre tecniche scientifiche non sono una novità. Perché allora tanto scalpore questa volta?

 

La novità sta nella cosa che è la più scandalosa della vicenda. In soldoni, si tratta di un commercio di esseri umani: si vogliono vendere dei bambini. Noi tutti ci scandalizziamo quando sentiamo casi come quello recentissimo di una bambina rom venduta per 200.000 euro. Perché invece il commercio di ovuli non indigna nessuno?

Si tratta di potenziali essere umani e il fatto che dietro a questa pratica vi sia il business è davvero disdicevole.

 

 

C’è qualche differenza con il fenomeno delle banche del seme?

 

In realtà con la banca del seme oggi non è teoricamente possibile scegliere il donatore. Inoltre donare il proprio sperma non è vietato dalla legge in tutta Europa come nel caso degli ovuli. Infine, in questo caso tutte le donne possono accedere alla banca del seme, non solo quelle particolarmente facoltose. C’è quindi anche una differenza di accessibilità.

 

 

Secondo lei cosa spinge una donna a spendere cifre così alte per seguire questa strada?

 

La scelta del “figlio perfetto”, la possibilità di andare a selezionare la donatrice che ha certe caratteristiche fisiche e intellettive nell’illusione che anche il figlio possa averle. Si vuole arrivare alla figura del “baby profiling”, dimenticando, oltretutto, che l’ovulo determina solo un parte del patrimonio genetico del bambino.

Può capitare quindi che il figlio poi non corrisponda all’idea che ci si era creati in testa. Per questo i sostenitori del politically correct dovrebbero inorridire: cosa c’è di tanto diverso rispetto all’eugenetica, alla selezione della razza? Tanto più che qui ci sono di mezzo anche i soldi.

 

 

Questa notizia sembra far emergere un crescente desiderio di maternità. D’altra parte assistiamo, però, a metodi sempre più facili per abortire. Non le sembra una contraddizione?

 

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COMMENTI
16/03/2010 - Questa è la perfezione! (claudia mazzola)

Ho ora incontrato Salvatore 45 anni ex carcerato e la sua donna 35 anni. Novità: grazie a Dio aspettano un bambino dopo averne persi. Questo qui è il figlio perfetto della loro unione, altro che illusione!