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LA LOTTERIA DEGLI OVULI/ L'esperto: il figlio perfetto? Rimane un'illusione...

Una clinica di Londra, il Bridge center, ha deciso di mettere all’asta un ovulo. Abbiamo interpellato GIANFRANCO AMATO, avvocato bioeticista ed esperto del mondo anglosassone per avere un commento sulla vicenda

bambini_provetta_R375.jpg (Foto)

Una clinica di Londra, il Bridge center, specializzata in fecondazioni artificiali, ha deciso di mettere all’asta un ovulo – di provenienza selezionatissima e certificata, stando a quanto si apprende - per eludere la legge inglese che ne vieta la donazione.

Ma come? Con un metodo molto curioso e che non mancherà certo di far discutere aspramente: una vera e propria “lotteria degli ovuli”. La vincitrice di questo discutibile concorso potrà scegliere tra un parco di donatrici americane, attraverso schede che contengono le loro caratteristiche personali, razziali, genetiche e intellettive.

Si recherà poi negli Usa, in Virginia, in un’altra struttura “gemellata” con il Bridge Center, dove subirà il trattamento di fecondazione in vitro e potrà avere il figlio con alcune caratteristiche predeterminate (il cosiddetto “baby profiling”).

Le due cliniche hanno comunque in mente di portare avanti la loro collaborazione in maniera più continua, andando oltre a questa “riffa”. Abbiamo chiesto a Gianfranco Amato, avvocato bioeticista ed esperto del mondo anglosassone, un commento su questa vicenda.

 

Dottor Amato, innanzitutto le chiederei un commento su questa “lotteria”

Direi che si tratta di una “lotteria” più per le donatrici che vengono scelte: non tutte riceveranno il “premio”. Solamente chi verrà selezionata dalla vincitrice avrà diritto al compenso economico. Si tratta quindi di un commercio che oltretutto genera una discriminazione sociale. È un business cui possono accedere solo le donne ricche inglesi.

Al di là del biglietto di questa riffa, per scegliere l’ovulo che si desidera e andare negli Stati Uniti a effettuare la fecondazione in vitro si spendono infatti cifre intorno ai 10-15mila euro.

Dall’altra parte vi sono ragazze americane che, per avere i soldi necessari a finire gli studi o per altre necessità (specie in questo periodo di crisi), vendono i loro ovuli nella speranza che vengano scelti. Le femministe dovrebbero inorridire per questo sfruttamento. La creazione della vita è un mistero: volerla banalizzare o mercificare può avere conseguenze inimmaginabili.

Conseguenze anche per la salute delle donne coinvolte?

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COMMENTI
16/03/2010 - Questa è la perfezione! (claudia mazzola)

Ho ora incontrato Salvatore 45 anni ex carcerato e la sua donna 35 anni. Novità: grazie a Dio aspettano un bambino dopo averne persi. Questo qui è il figlio perfetto della loro unione, altro che illusione!